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Perché leggere a Natale

Calabria

2 GENNAIO 2015 – Perché leggere? In questi giorni di vacanza, le feste natalizie, nel gran tran tran di impegni festivi e religiosi, il tempo per la lettura non sempre si è trovato. Sono giorni ricchi e intensi ma, in un piccolo angolino, vi è comunque modo di ritagliare un certo spazio alla lettura.
In questi giorni, però, è curioso e interessante interrogarsi sul perché leggere. Se per passione, per necessità, per crescere e riflettere o, semplicemente, per obbligo di impegno. Perché leggere?
La lettura è motivata da più cose. C’è un insieme di elementi che ad essa si accompagnano.
Lo studente, ad esempio, deve leggere, perché finite le vacanze si torna sui banchi di scuola con impegni più gravosi. Finisce il quadrimestre, i compiti son tanti e le interrogazioni la fanno da padrone.
Non solo lo studente ma anche il gran dottore si deve dedicare alla lettura. Lo studio, il suo lavoro, richiedono aggiornamento. Ci si rintana, quindi, in morbide poltrone e lenta si sorseggia la cultura.
Lo spazio alla lettura vi è anche per chi ha meno impegni. C’è chi si accosta al libro in cerca di avventura. Chi vuole svago, fantasia, chi cerca l’evasione in mondi sconosciuti. Si legge un po’ per caso, senza impegno, a tempo perso. Si legge da distratti che poco hanno da fare. Si legge, però ancora, in modo più impegnato; non solo per il gusto, non sempre da distratti. Si legge anche per crescere, per essere eruditi, per abbandonare ciò ch’è vecchio e superato e prender nuove idee ancora sconosciute.[MORE]
Leggere amplia gli orizzonti della mente, sconfigge l’ignoranza, aiuta a dimenticare l’inutile passato e ad esser sempre attivi nel presente. Un pensiero nuovo nella mente rende ancor più nuovo l’uomo che lo adotta. Un pensiero buono che ne sostituisca uno cattivo rende migliore il suo ricercatore.
Nei libri vi è sapere, vi è molto da imparare ma esser solo lettori non basta a migliorare. Vi vuole intelligenza ancora più costanza e poi lungimiranza per esser giusti critici. Occorre tralasciare quel poco che fa male, invece del gran bene occorre prender tutto. Si legge per capire, per sapere, per amare. Si legge per far bene e non per sonnecchiare.

Simona Barberio