Reddito di cittadinanza, Meloni: "Un referendum per abrogarlo"

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ROMA, 18 GENNAIO – Una consultazione popolare per cancellare il Reddito di Cittadinanza, è questa...

ROMA, 18 GENNAIO – Una consultazione popolare per cancellare il Reddito di Cittadinanza, è questa la proposta avanzata della numero uno di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un intervento sulle colonne del quotidiano Libero. “Siamo pronti a promuovere un referendum per abrogare, in tutto o in parte, la follia del Reddito di Cittadinanza” ha dichiarato la leader di FdI, dicendosi pronta “a costituire i comitati per la raccolta delle firme”.

La misura, ufficialmente varata meno di 48 ore fa, non è ancora disciplinata nella sua versione definitiva e, dunque, per Meloni “ogni decisione non può che essere rimandata”. L’ex candidata sindaco di Roma si è comunque definita pessimista sul testo finale del decreto che sarà licenziato dal governo, sottolineando come “gli italiani hanno sentito in questi anni tutto ed il contrario di tutto in campagna elettorale sul reddito di cittadinanza”.

“I grillini” ha proseguito Meloni “hanno continuato a promettere un reddito a tutti: 780 euro a testa e molti di più a chi ha figli a carico, ma era una menzogna, perché per farlo servirebbero migliaia di miliardi”. Così formulata, per l’esponente di FdI, la misura è dunque “un pastrocchio” destinato ad avvantaggiare chi lavora in nero, “gli immigrati e la quasi totalità dei 170mila rom residenti in Italia”, trascurando invece categorie più deboli come “i giovani che si arruolano nell’esercito per 850 euro al mese” oppure “i ragazzi partiti per lavorare all’estero e tornati in patria”.

La ricetta da seguire sarebbe quindi un’altra: aiutare chi non può lavorare per ragioni oggettive, come invalidi ed anziani, favorendo invece la creazione di posti di lavoro per tutti gli altri, riducendo le tasse e snellendo la burocrazia.

Ma come funziona il reddito di cittadinanza? La misura partirà a partire da aprile 2019, e ne beneficeranno oltre 4 milioni di persone, cittadini italiani e stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni (requisito, peraltro, sufficiente a presentare la richiesta per ottenere la cittadinanza italiana). Tra i criteri per ottenere il sussidio è prevista una soglia massima di reddito Isee familiare di euro 9360, nonché un valore del patrimonio immobiliare, che non sia la casa di abitazione, non superiore ai 30mila euro.

La cifra di 780 euro non sarà erogata a tutti i richiedenti: per chi ha reddito pari a zero, il contributo verrà versato integralmente, mentre negli altri casi servirà ad integrare il reddito fino a quota 780. L’importo è poi variabile in base ad eventuali figli a carico o casa di proprietà (sottrazione del cosiddetto “affitto imputato” pari a 380 euro).

I disoccupati saranno seguiti da un "navigator" e dovranno iscriversi ai centri per l’impiego e prendere parte ad appositi corsi di formazione, con il vincolo di non poter rifiutare più di tre offerte di lavoro consecutive e di offrire 8 ore settimanali per lavori socialmente utili. Infine, è prevista una durata massima di 3 anni a persona per l’erogazione del sussidio.

Paolo Fernandes

Foto: termometropolitico.it

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