Acquappesa, scoperta discarica abusiva: sequestrata un’area di 4000 mq sul Tirreno cosentino
Rifiuti pericolosi e ingombranti in un terreno privato, denunciato il proprietario
ACQUAPPESA (CS) – Un’importante operazione dei Carabinieri Forestali ha portato alla scoperta di una discarica abusiva in località Scoglio della Regina, nel territorio comunale di Acquappesa, lungo il Tirreno cosentino. L’intervento si inserisce nell’ambito delle attività di controllo e tutela ambientale, sempre più intensificate per contrastare i reati legati allo smaltimento illecito dei rifiuti.
Nel rispetto dei diritti dell’indagato, da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva, si forniscono le informazioni utili a garantire il diritto di cronaca.
Discarica abusiva scoperta durante un controllo dei Carabinieri Forestali
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cetraro, che durante un sopralluogo hanno individuato un’area completamente recintata e chiusa da un cancello, utilizzata come deposito illecito di rifiuti.
All’interno del terreno, in uso a un uomo residente a Guardia Piemontese, è stato accertato un accumulo incontrollato ed eterogeneo di rifiuti, disposto direttamente sul suolo naturale, senza alcuna protezione ambientale.
Rifiuti pericolosi e ingombranti: cosa è stato trovato
Nel sito sono stati rinvenuti numerosi materiali classificabili come rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, tra cui:
- ferro, plastica e vetro
- pneumatici fuori uso
- materiale legnoso
- elettrodomestici dismessi come lavatrici e frigoriferi
- porte in legno e ferro
- rifiuti ingombranti tra cui materassi, divani e sedili di automobili
- bombole e altri materiali di varia natura
Particolarmente rilevante è stata anche la presenza di due carcasse di autovetture prive di targhe, elemento che aggrava il quadro complessivo della situazione.
Secondo quanto emerso, molti dei rifiuti potrebbero provenire da attività commerciali riconducibili al proprietario del terreno, presente al momento dell’accertamento.
Un deposito sistematico trasformato in discarica illegale
Gli accertamenti hanno evidenziato come il deposito non fosse occasionale, ma frutto di un’attività ripetuta e sistematica nel tempo, tale da trasformare l’area in una vera e propria discarica abusiva.
La mancanza totale di autorizzazioni e l’assenza di qualsiasi sistema di gestione dei rifiuti rappresentano una grave violazione della normativa ambientale, con potenziali rischi per il suolo e per l’ecosistema circostante.
Sequestro dell’area e denuncia: le conseguenze
A seguito delle verifiche, i militari hanno proceduto al:
- sequestro dell’area, estesa per circa 4000 metri quadrati
- deferimento del proprietario del terreno all’Autorità Giudiziaria
Le accuse riguardano le violazioni previste dalla normativa ambientale vigente, in materia di gestione e smaltimento illecito dei rifiuti.
Emergenza rifiuti e tutela ambientale: un fenomeno da contrastare
Il caso di Acquappesa evidenzia ancora una volta quanto sia diffuso il fenomeno delle discariche abusive, soprattutto in aree isolate o private. Queste situazioni rappresentano un serio pericolo per l’ambiente, con possibili conseguenze su:
- inquinamento del suolo e delle falde acquifere
- degrado paesaggistico
- rischi per la salute pubblica
Le operazioni dei Carabinieri Forestali si confermano fondamentali per la salvaguardia del territorio e per il contrasto agli illeciti ambientali.
Conclusione
L’intervento nel comune di Acquappesa si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso la tutela dell’ambiente e la lotta contro lo smaltimento illegale dei rifiuti. Il sequestro dell’area e la denuncia rappresentano un segnale chiaro: i controlli continueranno e le violazioni non resteranno impunite.
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