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Antonella Biscardi. Il calcio nella rete. La défaillance. Intervista di Alessandra Mele

Lazio > Roma

Ciao Antonella, nel tuo programma parli di gioco, storia, psicologia, filosofia e costume del nostro calcio. 

Hai analizzato figure come numeri 10, mediani, portieri, presidenti, arbitri, ma hai anche virato su argomenti più di attualità come calcio e... amore, politica, bellezza, letteratura. 

È un programma dal quale ti aspetti sempre qualcosa di nuovo.

Cosa ci proponi questa sera? 

Stasera parliamo de la défaillance.

Che cosa intendi dire con questo titolo?  

Intanto vorrei spiegare perché abbiamo usato il termine francese, non vorrei fosse interpretato come un eccesso di cultura o esterofilia.

E’ solo perché in francese il termine sembra assumere una valenza più vasta, positiva e morbida rispetto all'italiano fallimento o dell'inglese black out.

Ovviamente parliamo di defaillances nel mondo del pallone.

Nel mondo del calcio la défaillance ha un peso diverso? 

E’ proprio questo che andiamo a vedere.

La défaillance è un momento che può rafforzare come annientare o deprimere lo spirito di un giocatore, di una squadra, di un allenatore, di un arbitro.

Io Antonella sono qui per conoscere qualche anticipazione su come affronterete l'argomento. 

Come sempre, anche questo tema è vasto, raccoglie storia, filosofia, gioco e psicologia.

Partiremo dalle défaillances storiche, quelle che hanno determinato sconfitte, dolori e, in caso estremo, suicidi, come avvenuto per la più tosta e clamorosa défaillance della storia del calcio: la finale mondiale del ’50 al Maracanazo, vinta contro ogni pronostico dall’Uruguay ai danni del Brasile, causando molti morti per disperazione fra i tifosi verdeoro.

Ma, paradossalmente, la sconfitta diventa addirittura più interessante della vittoria e passano alla storia squadre dalle grandi défaillance nel momento cruciale come l'Ungheria di Puskas in Svizzera ’54 e l'Olanda di Cruiijf nel ’74.

Parleremo di défaillances della nostra nazionale come l’estromissione dal mondiale ’66 dalla Corea, che torna per noi fatale nel 2002 con il famoso arbitro Byron Moreno, e poi quelle delle ultime tre edizioni del 2010, ’14 e ’18.

Dei nostri club che nel tempo non sono stati da meno, come la Juventus di Trapattoni nell’’83 ad Atene, da favorita, perse la finale di Coppa dei Campioni contro l’Amburgo, o del blackout del Milan nel 1991 nella partita Marsiglia-Milan, con Galliani che ritira la squadra.

Défaillance sportiva e comportamentale.

E poi le squadre in campionato.

Hanno perso lo scudetto all’ultima giornata: il Milan nella “fatal” Verona nel ’73 e l'Inter il 5 maggio 2002 a Roma.

E la défaillance colpisce anche i singoli calciatori.

Défaillances storiche e indimenticabili, quelle dei calci di rigori sbagliati da Baggio e Baresi nella finale di Usa ’94 col Brasile, o quella grave di Falcao nella finale di Coppa dei Campioni del’’84 che addirittura si rifiutò di tirare il rigore decisivo, per la paura di sbagliare.

E anche gli arbitri non sono esenti da défaillances, memorabile quella di Ceccarini nella partita decisiva per lo scudetto 1997/98 tra Juventus e Inter.

Non vide un evidente fallo da rigore su Ronaldo il Fenomeno e invece concesse poco dopo un rigore ai bianconeri.

Il racconto storico certamente porta a riflessioni attuali, quali sono le più evidenti?

Spesso la défaillance si presenta all’improvviso e inaspettatamente, ma non sempre, fortunatamente, è espressione di debolezza, e il più delle volte porta a grandi rivincite. 

Faremo Il consueto tuffo nei ricordi e spesso nella nostalgia dei tempi che furono con le poetiche "Teorie" di Darwin Pastorin, una carezza all'anima.

E poi " Il Punto di Claudio Onofri" invita sempre ad una riflessione fra ieri e oggi.

Tu stai andando dritta come un treno, qual è la stazione di arrivo, se c'è?

Non c'è, ti rispondo senza esitazione, il viaggio è senza meta finale.

Ed è questo il fascino, l'arricchimento, la sfida.

Ogni puntata è solo una stazione dove salgono passeggeri, si aggiungono bagagli, cose nuove… e poi il treno riparte.

Ogni puntata è il perfezionamento della precedente, ma la perfezione non si raggiunge mai, altrimenti che stimoli ci sono per andare avanti?

La forza di questo treno sono i passeggeri, percorrono questo viaggio con me perfettamente in sintonia, e la loro competenza lo esalta.

Questo ci spinge ad andare oltre ogni puntata, a osare di più.

Prima di salutarci ci dai lo "sgub"?

No, oggi no, ho detto già tanto. Lasciamo al telespettatore la curiosità di vederci questa sera.

Hai ragione, per oggi lasciamo la sorpresa dello sgub, ricorda, allora, dove vedere il programma e l'appuntamento.

Certamente.  Giorno e orario: tutti i lunedì dalle ore 21.00 alle 22.00.

Visibilità: su Goldtv canale 17 ( per il Lazio)

in streaming www.goldtv.it www.antonellabiscardi.it www.inmoveproduction.it

In diretta sui miei social fb e Instagram.

Su fb della rete e di inmoveproduction

Anche sul sito www.infooggi.it e www.universalkinesiology.it

Insomma chi vuole mi trova!

Allora Antonella buona diretta!

Grazie Alessandra per la nostra chiacchierata.

Grazie a chi vorrà esserci.

Vi aspetto!  Denghiù

Hashtag

#ilcalcionellarete #passione #ieri #oggi #domani  

AntonellaBiscardi

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Alessandra Mele E-mail
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