Basilicata: Napoli, revocati 29,6 mln per scadenza finanziamento “strutture sanitarie”

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POTENZA, 12 FEBBRAIO - "Alla Basilicata sono stati revocati finanziamenti per 29,6 milioni di euro d...

POTENZA, 12 FEBBRAIO - "Alla Basilicata sono stati revocati finanziamenti per 29,6 milioni di euro destinati ad interventi vari di realizzazione e ristrutturazione di strutture sanitarie. La Regione non ha infatti presentato la richiesta di finanziamento entro i termini prescritti dalla normativa, facendo cosi registrare una gravissima inadempienza rispetto alla quale l'assessore Franconi deve assumersi la piena responsabilita' al cospetto di tutti i cittadini lucani".E' quanto dichiara il vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata Michele Napoli a seguito della pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale, del decreto del Ministro della Salute e del Ministro dell'Economia e delle Finanze che ha "disposto la revoca per la Basilicata dei finanziamenti statali destinati all'edilizia sanitaria".

"Dall'esame delle schede allegate a detto decreto che indicano gli interventi rispetto ai quali il Ministero ha provveduto alla revoca degli impegni di spesa precedentemente assunti - spiega Napoli - scopriamo che per via delle inadempienze del Dipartimento Salute rimarranno solo sulla carta la ristrutturazione dei distretti di Melfi e di Venosa, le strutture destinate al trattamento delle post acuzie di Villa d'Agri, il poliambulatorio di Lagonegro, l'adeguamento antisismico di alcuni padiglioni del San Carlo di Potenza e le strutture dedicate alle cure palliative presso il presidio di Lauria"."Purtroppo un giorno si' e l'altro pure - ha concluso il Consigliere regionale di Fratelli d'Italia - i principali istituti di ricerca rilevano deficit di servizi e di strutture sanitarie in capo alle regioni del Mezzogiorno d'Italia spesso, come testimonia il decreto del ministro Grillo che sanziona la Basilicata, prodotti non dalla mancanza di risorse, bensi' dall'incapacita' di utilizzare le risorse gia' stanziate, a tutto discapito delle legittime esigenze di salute dei cittadini".

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