Drone con droga e cellulari abbattuto in Calabria: tentativo sventato nel carcere di Paola
Sicurezza carceraria sotto attacco: intercettato un velivolo carico di oggetti vietati
Un drone carico di droga e telefoni cellulari destinati ai detenuti è stato intercettato e abbattuto nei giorni scorsi all’esterno del carcere di Paola, in Calabria. L’operazione, condotta dalla Polizia penitenziaria, ha impedito l’introduzione di oggetti non consentiti all’interno dell’istituto, confermando l’efficacia delle attività di vigilanza perimetrale.
Il blitz della Polizia penitenziaria: cosa è stato sequestrato
Durante i controlli di routine sul perimetro del carcere, il personale in servizio ha individuato il velivolo telecomandato prima che potesse completare la consegna. Una volta neutralizzato, a bordo sono stati rinvenuti:
- sostanze stupefacenti
- quattro telefoni cellulari
- altri oggetti vietati ai detenuti
Il sequestro è stato reso noto dal Sappe, il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria, che ha sottolineato la prontezza dell’intervento.
Droni e carceri: una minaccia crescente per la sicurezza
Secondo il Sappe, l’episodio conferma l’aumento dell’uso dei droni come strumento per traffici illeciti verso gli istituti penitenziari. La tecnologia, se sfruttata illegalmente, consente consegne rapide e difficili da intercettare, rendendo necessario un rafforzamento costante delle misure di prevenzione e contrasto, anche con strumentazioni tecnologiche avanzate.
Il commento del Sappe: servono più risorse e tecnologie
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha espresso apprezzamento per la professionalità e la prontezza operativa del personale di Paola, ribadendo al contempo la necessità di maggiori risorse e sistemi anti-drone per fronteggiare un fenomeno in espansione.
Il sequestro del drone rappresenta, ha aggiunto, un segnale concreto dell’impegno della Polizia penitenziaria nel tutelare sicurezza, legalità e collettività.
Un segnale chiaro contro i traffici illeciti
L’operazione di Paola dimostra come controlli efficaci e personale preparato possano fare la differenza nel contrasto ai tentativi di introduzione di droga e cellulari in carcere. In un contesto di minacce sempre più tecnologiche, la risposta passa da formazione, mezzi adeguati e investimenti mirati per garantire la sicurezza degli istituti penitenziari e di chi vi lavora.
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