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Berlusconi-Meloni-Salvini: siglata tregua in Sicilia

Sicilia

CATANIA, 3 NOVEMBRE – I tre leader della destra italiana si sono riuniti presso la “Trattoria del cavaliere” (nel quartiere Belillo del centro storico di Catania), intorno ai cui tavoli si è tenuto un vertice con i vari dirigenti locali dei partiti ed i referenti delle liste che sostengono Nello Musumeci alle imminenti elezioni regionali siciliane. Tra Berlusconi, Meloni e Salvini è stato siglato il “patto dell’arancino”, com’è stato battezzato dalla leader di FdI in uno slancio di entusiasmo a fine pasto, dopo aver gustato anche i prodotti tipici dell’isola. [MORE]

Berlusconi e Salvini sono tornati dunque ad incontrarsi personalmente quasi un anno dopo l’ultima volta, ma tra gli altri commensali più influenti, oltre a Meloni, La Russa e Musumeci, erano presenti anche Vittorio Sgarbi (assessore in pectore ai beni culturali, se la coalizione di destra dovesse trionfare domenica), il centrista Lorenzo Cesa (attuale Segretario dell’UdC, che a sua volta tornerebbe a prender parte all’alleanza politica) e Gianfranco Micciché, coordinatore regionale di FI e candidato all’ARS, il quale pochi giorni fa aveva definito Salvini “meno simpatico di Bossi”, tenendosi infatti a debita distanza dal Segretario leghista durante il vertice.

A proposito del patto siglato, Giorgia Meloni ha dichiarato ai giornalisti presenti all’uscita del ristorante che i partiti di destra intendono in questo modo “costruire un programma serio e concreto, sulla base della volontà comune di dare all’Italia un governo di patrioti” ed anche Silvio Berlusconi ha confermato che sarebbero state “gettate le basi del percorso per vincere le elezioni”; la fondatrice di FdI ha però precisato che non c’è ancora un accordo su “premiership e nomi, ma soltanto su obiettivi comuni”. Con toni più dimessi, Matteo Salvini ha invece spiegato di essere sull’isola esclusivamente per la campagna elettorale a sostegno di Musumeci e che “per gli accordi ci sarà tempo”, proponendo di aggiornare il vertice dopo le elezioni siciliane.

La giornata ai piedi dell’Etna era stata in effetti convulsa ed i tre leader, pur sostenendo lo stesso Musumeci, avevano tenuto tre comizi distinti su palchi separati (Berlusconi alle “Ciminiere”, Salvini in Piazza Teatro Massimo, la Meloni al corteo anti – ius soli). Ciò testimonia il fatto che diversi nodi restano irrisolti e che ci siano ancora crepe nel sodalizio. Tuttavia la tregua è stata raggiunta, almeno in vista delle elezioni siciliane, considerando che Musumeci è tra i favoriti in base agli ultimi sondaggi e che ulteriori scontri dialettici prima di domenica non farebbero gli interessi della coalizione.

Per la tornata elettorale nella quale i cittadini verranno chiamati a votare per rinnovare gli organi governativi regionali, Nello Musumeci è sostenuto dal movimento civico “DiventeràBellissima”, da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini, a cui si aggiungono altre forze di centrodestra quali Cantiere Popolare, MpA, Nuovo CDU, Movimento Sicilia Nazione e Idea Sicilia. Nelle varie liste presentate da questa coalizione sono presenti candidati nelle scorse settimane definiti “impresentabili” da tutti gli avversari politici, a causa di processi pendenti o condanne già passate in giudicato. A tal proposito l’ex Presidente della Provincia di Catania ha però dichiarato che “si tratta di un problema etico e non normativo perché le leggi dello Stato consentono che gli impresentabili siano presentabili” e che l’ultima parola spetterà agli elettori.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: ilsole24ore.com