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Covid: de Magistris, all'Annunziata situazione drammatica

Calabria > Catanzaro

Covid:de Magistris, all'Annunziata situazione drammatica. "Sistema sanitario non è in grado di garantire cure minime"
CATANZARO, 09 APR - "La drammatica situazione dell'ospedale civile di Cosenza rappresenta la più generale situazione della sanità in Calabria. I sacrifici e la buona volontà del personale medico e paramedico non sono più sufficienti a fronteggiare l'emergenza". Lo afferma Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione.

"Il sistema sanitario calabrese, da anni al collasso per evidenti e gravi responsabilità politiche e amministrative dei partiti e dei gruppi di potere che si sono succeduti nella gestione - prosegue - non è in grado in queste ore di garantire, a volte, neanche le cure essenziali per i pazienti covid.

La saturazione dei posti letto all'Annunziata di Cosenza, con le terapie intensive interamente occupate, rivela che neanche l'emergenza viene garantita agli ammalati che vi giungono in ambulanza e costretti a rimanervi diverse ore per poi essere trasferiti anche fuori provincia. La situazione, inoltre, sul fronte delle vaccinazioni è tutt'altro che rassicurante.

Mi giunge notizia che ammalati con patologie gravi e ultrasettantenni sono costretti da Cosenza a recarsi per la vaccinazione addirittura a Scicli in Provincia di Ragusa, affrontando un viaggio di almeno 7 ore". "Eppure l'epidemia - sottolinea il candidato alla presidenza della Regione - ha cominciato a mietere vittime da oltre un anno.

A questo punto è lecito chiedersi che cosa abbiano fatto finora gli amministratori regionali e i commissari della sanità, per evitare il calvario a cui sono sottoposti i cittadini calabresi, in particolare quelli maggiormente bisognosi di cura e di attenzione. Che cosa deve ancora succedere, affinché Spirlì, i commissari, il governo nazionale, le autorità preposte, intervengano per dire basta e fare in modo che la Calabria abbia una sanità civile.

Che cosa si aspetta per allestire nuovi postazioni ordinarie e emergenziali (magari utilizzando anche strutture sanitarie esistenti abbandonate), e nel contempo adoperarsi per compensare le storiche lacune in termini di strutture, di personale e di apparecchiature sanitarie".