Neo Cultura: tendenza negativa per la Campania

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CAMPANIA, 28 GIUGNO 2014 - Ogni anno viene stilato un resoconto della variabile Cultura,come v...

 CAMPANIA, 28 GIUGNO 2014 - Ogni anno viene stilato un resoconto della variabile Cultura,come valore aggiunto, nelle varie regioni italiane. I dati sono forniti dal Centro Studi ANCE SALERNO, con riferimento agli indicatori per la produzone del valore aggiunto delle province Campane e delle regioni dell'Obiettivo Convergenza.

Dal rapporto 2014 " Io sono cultura- L' Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi", elaborato dalla Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con l' Assessorato alla Cultura della Regione Marche, emergono dati evidenti: l'industria della cultura in Campania produce solamente il 4,4% del valore aggiunto, andando ad incidere sul mercato dell' occupazione per il 4,5%, una percentuale alquanto bassa.

 Con questi risultati la Campania si colloca al 13esimo posto nella graduatoria tra le regioni per la produzione di valore aggiunto e al 16esimo in quella per l'incidenza occupazionale.

Tenendo presente le regioni dell'area Convergenza, per la produzione di  cultura come valore aggiunto, la Puglia si posiziona al 15esimo posto (3,9%); la Calabria al 17esimo (3,7%); la Sicilia al 19esimo (3,4%).

 Per quanto concerne, invece, l'incidenza occupazionale la Puglia si poziona al 15esimo posto (4,6%), seguita da Calabria e Sicilia entrambe al 18.mo posto (4,2%).

In termini assoluti il sistema produttivo culturale in Campania produce un valore aggiunto pari a circa 3,7 miliardi di euro che incidono per il 4,4% sul totale dell'economia regionale. Si tratta di una percentuale nonostante tutto, superiore a quelle di Puglia (2,4 mld, 3,9%), Calabria (1,06 mld, 3,7%) e Sicilia (2,4 mld, 3,4%).

In valori assoluti il sistema produttivo culturale fornisce occupazione in Campania a circa 74 mila preposti, pari al 4,5% del totale, percentuali che nell'ambito dell'area della Convergenza, risultano essere superiori a quelli di Puglia (57 mila, 4,6%), Calabria (26 mila, 4,2%) e Sicilia (61 mila, 4,2%).

Mentre nella graduatoria delle province italiane per incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale sul totale delle economie locali nele province della Campania si nota un certo stravolgimento geografico; infatti La prima è Benevento (6,1%) che si colloca al 16.mo posto; la seconda è Avellino (6%) al 18.mo posto; la terza è Salerno (4,6%) al 49.mo posto; la quarta è Napoli (4,2%) al 65.mo posto e la quinta è Caserta (3,8%) all'81.mo posto.

Mentre Benevento ed Avellino si collocano al di sopra del tasso medio di incidenza nazionale (5,4%), osserviamo che Salerno, Napoli e Caserta, pur dotate di un enorme patrimonio artistico e culturale con un evidente potenziale attrattivo, non riescono a raggiungere il tasso medio di incidenza nazionale.

Se, invece, si analizza il tasso di incidenza occupazionale della cultura sulle economie locali è la provincia di Avellino a capo nella classifica campana, ponendosi al 15° posto (6,6%) seguita dalle province di Benevento (37.mo posto, 5,4%), Salerno (68.mo posto, 4,6%), Napoli (83.mo posto, 4,3%) e Caserta (100.mo posto, 3,6%). Anche in questo caso Salerno, Napoli e Caserta risultano sotto la media nazionale (5,8%) dietro Benevento.

Infine se guardiamo alla percentuale delle imprese del sistema produttivo culturale sul totale delle imprese operanti nelle economie locali campane, l'incidenza è sempre inferiore alla media nazionale (7,3%):Avellino (46.mo posto, 6,9%); Napoli (62.mo posto, 6,2%); Salerno (64.mo posto, 6,1%); Benevento (92.mo posto, 5,2%); Caserta (108.mo posto, 4,5%).

Per quanto riguarda le altre regioni italiane, è il Centro ad utilizzare meglio le proprie risorse culturali con una produzione di valore aggiunto pari a 18,7 miliardi di euro, equivalenti al 6,2% del totale dell' economia locale. Seguono il Nord-Ovest, che con l'industria culturale produce ricchezza per oltre 26 miliardi di euro, il 5,8% della propria economia, e il Nord-Est, che si attesta a 17,3 miliardi (5,4%).

 

 

 

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