Ddl crescita, trovato l’accordo: ecco le disposizioni salva-Roma e salva-comuni

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ROMA, 11 GIUGNO – Dopo le titubanze del MEF, del vicepremier Salvini e degli altri esponenti leghi...

ROMA, 11 GIUGNO – Dopo le titubanze del MEF, del vicepremier Salvini e degli altri esponenti leghisti del governo, è arrivata la mediazione sul debito di Roma. Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (M5S), relatori del ddl “crescita” che si trova in prima lettura alla Camera dei Deputati, hanno presentato nelle Commissioni Bilancio e Finanze un pacchetto di 16 emendamenti, contenente anche una proposta per trasferire allo Stato parte del debito storico della Capitale (1,4 miliardi) e per venire incontro alle esigenze di tutti i Comuni in dissesto. Si prevede, in particolare, che il Commissario governativo straordinario al debito pubblico di Roma avvii un’operazione di rinegoziazione di tutti i mutui in essere, facendo confluire tutte le positività in un nuovo fondo statale ad hoc, da utilizzare poi per coprire almeno un miliardo di debiti di altre Città Metropolitane.

“Tanto rumore per nulla” – ha commentato il Sindaco della Capitale, Virginia Raggi, tirando un sospiro di sollievo dopo mesi di trattative con il governo – “Sono mesi che chiediamo queste disposizioni. Purtroppo ci sono state anche le elezioni europee e i partiti hanno perso la ragione. Finalmente, però, abbiamo tagliato gli interessi alle banche. L’importante, adesso, è che Roma e l’Italia avranno 2 miliardi e mezzo di debito in meno”.

Il pacchetto di emendamenti presentato nelle Commissioni competenti, però, apporterebbe anche altre novità al ddl crescita. Anzitutto, verrebbe fatto un tentativo per salvare almeno i fornitori del Mercatone Uno dal fallimento della Shernon holding, che gestiva la catena di ipermercati: anche ad essi, infatti, verrebbe concesso di accedere all’apposito fondo per le vittime di mancati pagamenti obbligazionari, come promesso dal ministro Di Maio. In secondo luogo, verrebbe introdotto un bonus economico a beneficio dei “mecenati” delle scuole, ovvero chiunque assuma studenti superiori o doni agli istituti attrezzature e tecnologie; per questa misura è previsto lo stanziamento di 3 milioni nel 2021 e 6 a regime. A qualsiasi imprenditore che donasse almeno 10mila euro ad un istituto scolastico per rimodernarne i laboratori e migliorare le competenze degli alunni, sarà invece riconosciuto per un anno uno sconto sui contributi per i neoassunti (che potrebbe arrivare all’esonero totale se questi provenissero dal medesimo istituto); come effetto di questa misura, si prevedrebbero almeno 500-600 nuove assunzioni annuali. Verrebbe poi allargata la platea dei risparmiatori truffati dalle banche che avranno diritto ai rimborsi. Un altro emendamento allenterebbe infatti i vincoli di reddito e patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre 2018, pari a 100mila euro, come requisito previsto per accedere al beneficio: la proposta di modifica punta ad escludere eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sottoforma di rendita dal computo del limite reddituale, mentre strumenti finanziari oggetto di indennizzo e contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita verrebbero esclusi dal computo dei valori patrimoniali mobiliari. Ancora, arriverebbe un codice unico per identificare tutte le strutture ricettive turistiche, insieme ad una stretta antievasione sia per gli affitti brevi sia per la tassa di soggiorno: le strutture che non dovessero pubblicare il proprio codice di identificazione – da raccogliere in un’apposita banca dati – rischierebbero una multa da 500 a 5000 euro. Inoltre, per motivi di pubblica sicurezza, ai Comuni saranno forniti i dati delle presenze in ciascuna struttura, anche se in forma anonima ed aggregata. Via, poi, la deroga che ancora consente ai piccoli esercizi commerciali l’invio degli scontrini cartacei per la fatturazione: gli stessi, però, avranno 12 giorni di tempo per l’invio di quelli elettronici, così da consentire il rispetto dei termini anche ai contribuenti operanti nelle aree scoperte dai sistemi telematici in uso e che devono dunque eseguire l’invio da un luogo diverso da quello di svolgimento effettivo dell’attività. Due nuove agevolazioni interesserebbero i conducenti virtuosi ed i loro familiari, che potranno assicurare più veicoli, anche di diversa tipologia, con la classe di merito più favorevole, di cui potrà anzi fruire anche in sede di rinnovo chiunque non si sia reso responsabile di incidenti negli ultimi 5 anni. Infine, in linea con quanto già accade per i lavoratori che rientrano in Italia, anche gli sportivi professionisti che scegliessero di rimpatriare godrebbero di una tassazione agevolata, ma con uno sconto un po' più basso rispetto alle attese: l’emendamento prevede infatti che sia tassabile il 50% del reddito (anziché il 30% paventato); lo 0,5% della base imponibile di chi optasse per tale regime fiscale agevolato andrebbe ad alimentare un fondo ad hoc atto a potenziare i settori giovanili delle società sportive.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: newsstandhub.com

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