Juventus regina, Milan Ibra-dipendente, Udinese miracolosa. Il pagellone della Serie A

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BOLOGNA, 23 GENNAIO - Cala il sipario sul girone d’andata del campionato di Serie A 2011-2012....

BOLOGNA, 23 GENNAIO - Cala il sipario sul girone d’andata del campionato di Serie A 2011-2012.  La sorprendente Juventus di Antonio Conte si è laureata campione d’inverno espugnando nell’anticipo di sabato l’Atleti Azzurri di Bergamo. Il tecnico salentino ha plasmato la rosa bianconera a sua immagine e somiglianza. La juventinità è resuscitata dopo gli anni nefasti dell’era post-Calciopoli.

La rinascita di Pirlo e Buffon, la campagna acquisti ad hoc del tandem Marotta-Paratici, il ritorno degli Agnelli nella stanza dei bottoni hanno trasformato la Juventus in una macchina quasi perfetta, capace di chiudere il girone d’andata senza l’onta di una sconfitta.

La strada che porta al tricolore è ancora lunga e piena di insidie. Riuscirà la banda di Conte a coronare il sogno? Dipenderà tutto dalla tenuta fisica e mentale dei suoi giocatori.

Il Milan di Massimiliano Allegri, dopo un inizio campionato da incubo, ha inanellato una striscia positiva impressionante (10 vittorie e 2 pareggi) interrotta dalla cocente sconfitta nel derby contro l’Inter. Nonostante il vuoto lasciato da Antonio Cassano, fuorigioco per un ischemia cerebrale, nonostante l’involuzione tecnico-tattica di Alexandre Pato, al centro di un caso mediatico dopo il rifiuto al trasferimento parigino e l’idillio con la figlia del boss, Allegri ha realizzato un capolavoro. I 40 punti totalizzati sono frutto di un lavoro certosino condotto dal tecnico rossonero nel quartier generale di Milanello.

Punti di forza dello scacchiere rossonero sono il brasiliano Thiago Silva, miglior difensore centrale in circolazione, il centrocampista goleador Nocerinho e uno Zlatan Ibrahimovic in versione pallone d’oro. I probabili acquisti di Carlos Tevez e Riccardo Montolivo, l’assalto a un esterno difensivo capace di sostituire efficacemente il bidone Taiwo, potrebbero colmare le lacune tecniche necessarie per puntare dritti allo scudetto e ad un cammino glorioso in Champions League. Barca e Juve permettendo.

Sul gradino più basso del podio sale l’Udinese dei miracoli. Dopo le cessioni dolorose, ma gratificanti per le tasche del patron Pozzo, di Alexis Sanchez e Gokhan Inler, nessuno pronosticava un campionato da assoluta protagonista per la formazione di Guidolin.

La rivisitazione moderna del contropiede all’italiana, interpretata splendidamente da Di Natale e compagni, ha consentito ai bianconeri friuliani di chiudere l’andata a soli tre punti dall’imbattuta Juventus. Handanovic, Benatia (oggetto dei desideri delle top class europee) e Danilo hanno dato sicurezza al reparto difensivo meno battuto della classe regina, mentre le geometrie di Isla e le incursioni dei pendolini Armero e Basta hanno regalato assist deliziosi all’unico terminale offensivo, l’eterno Totò Di Natale, in testa alla classifica marcatori in coabitazione con Ibracadabra.

Il progetto Pozzo si conferma il laboratorio calcistico più interessante e prolifico della Serie A, dove giovani talenti semisconosciuti crescono parallelamente alle ambizioni del club friuliano, ormai in pianta stabile nel gotha del calcio italiano e europeo. L’accesso diretto in Champions League non è una chimera, ma Guidolin dovrà guardarsi le spalle dall’Inter cinica e catenacciara di Ranieri e dalla Roma di Luis Enrique, splendida rivelazione di questo campionato.

M.R.

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