L'uomo rispetti chi governa senza tradire le leggi di Dio

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Chi non ricorda le continue provocazioni dei farisei a Gesù nel tentare di trovare una parola...

Chi non ricorda le continue provocazioni dei farisei a Gesù nel tentare di trovare una parola sulla quale impiantare un cumulo di accuse, necessarie per poterlo condannare pubblicamente? Non bisogna dimenticare che in Israele, per una sola parola enunciata fuori luogo e al di là del contesto di appartenenza, chiunque poteva essere recluso e condannato a morte. La libertà di parola è uno dei più grandi traguardi che l’uomo ha conquistato sulla terra, dopo anni e anni di pesanti censure. Su questa linea rimane una pietra miliare l’articolo 21 della nostra Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Un potere che va però pesato e usato sempre a garanzia della dignità della persona, povera o ricca che sia. 

Il primo uomo e “giornalista sui generis” perseguitato sulla terra, con tutti i mezzi e con tutta la violenza possibile, è stato proprio il Figlio dell’uomo. Solo la sua saggezza lo ha salvato dalla persecuzione immediata, consentendogli di portare a termine tre anni di missione essenziali per poter salvare l’umanità. Leggo da alcuni scritti sacerdotali: “Da quando Gesù ha iniziato la sua missione è divenuto un osservato speciale. Ogni sua parola è raccolta, pesata, radiografata, analizzata, studiata e così ogni suo gesto. Non potendo trovare nulla che sia contro la Legge di Mosè proveniente direttamente da Lui, cambiano strategia. Sono essi stessi a provocarlo con domande insidiose perché cada in un qualche errore. A loro basta poco, anzi pochissimo”.

Rimane nella storia la sua risposta ai farisei che gli chiedevano se fosse lecito pagare il tributo all’imperatore romano. Dopo aver esaminato una moneta del tempo disse: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui”. Con questa saggia risposta Cristo sfugge alla malignità dei suoi persecutori. Infatti quest’ultimi non trovarono una sua avversione al Tempio, né a Cesare; né un privilegio dell’uno a danno dell’altro. Quando risponde lo Spirito Santo non c’è uomo, colto o meno che sia, che possa competere. Saper rispondere nella prudenza e nella sapienza non significa di certo svendere la propria coscienza o i propri principi di vita. E’ giusto rispondere umanamente alle misure di un governo, ma è anche vero che si può rispettare l’autorità civile e politica senza tradire la legge del Signore.

La Parola non entra in contrasto con le norme antropiche. Essa è prima di ogni cosa. Se l’uomo invece continuasse a partire da sé stesso, rischierebbe inevitabilmente di porsi fuori per sempre dagli indirizzi che vengono da Dio. Non si tratta di una comune contrapposizione. È un’altra strada. Spesse volte una semplice scorciatoia, rispetto alle regole della legge del Signore, conduce ad una chiusura netta verso il cielo, con l’illusione di essere più forti di ogni mistero. Il potere degli uomini non va comunque mischiato con quello di Dio, chiunque l’abbia fatto si è reso complice nello scrivere una delle pagine più cupe della storia. Sarebbe cosa però saggia governare la terra, senza nascondere sotto il tappeto della doppiezza politica il senso eterno dell’umanità. Al contrario si punta ad un effetto solerte e suadente, pur se nel tempo fautore di squilibri sociali ed economici.

Egidio Chiarella

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