la strumentalizzazione della frustrazione di Torre Maura

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Le case gestite dal Comune del quartiere romano di Torre Mura sono esattamente come le raccontano i ...

Le case gestite dal Comune del quartiere romano di Torre Mura sono esattamente come le raccontano i cittadini nelle varie interviste degli ultimi giorni alle principali testate giornalistiche, trasandate, a tratti fatiscenti. Come evidenziano i cittadini ci sono crepe nei muri portanti e cornicioni appesi per un filo. 

In questi quartieri è, infatti, il fuoco dell’intolleranza, della, anche se solo percepita, ingiustizia ad accendere gli animi della popolazione. Non è di certo la differenza di nazionalità a scatenare l’ira delle persone, quella, come è ormai chiaro, è solo una strumentalizzazione della faccenda da parte di gruppi, che di politico hanno poco, come Forza Nuova e CasaPound che puntano "alla pancia delle persone "come evidenziato da Virginia Raggi in una dichiarazione sulle avvenute proteste.

"Viviamo in questo appartamento da 41 anni prendo 600euro di pensione al mese, il soffitto del bagno mi sta per crollare in testa. Quando chiamo il Comune, mi tengono in attesa un tempo infinito e ora mantengono questi rom" Quello che evince dalle varie dichiarazioni come questa, rilasciate dai cittadini, è che ciò che veramente infastidisce la popolazione è l’ineguale trattamento a cui gli sembra di essere sottoposta, vedere un cittadino, di qualsiasi nazionalità esso sia, a cui viene data accoglienza mentre loro, frustati da generazioni di muri fatiscenti, tubi non funzionati e così via, chiedono aiuto senza avere mai una risposta. 

E’ l’esasperazione, la frustrazione che fa muovere i cittadini e se CasaPound si presenta come mezzo per essere ascoltati, come unica soluzione ad una latente ingiustizia, purtroppo, viene seguito. Purtroppo viene seguito anche quando, attraverso manifestazioni inutilmente violente, crea sicuramente più danni di quanti ne avrebbero creati quei 70 ospiti nel centro di accoglienza, bruciando auto, secchioni, minacciando l'incolumità dei 30 minori, bambini,  come specifica la sindaca, all'interno dell'edificio.

L’odio razziale, in questo caso, è scatenato esclusivamente da una frustrazione e pressione sociale che ha trovato in quartieri come Torre Maura terreno fertile.

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