La vitamina B1(tiamina) nelle patologie dell’età pediatrica

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Oggi “La strada della vita” ci porta a Viterbo dove il professor Antonio Costantini, neurologo, ...

Oggi “La strada della vita” ci porta a Viterbo dove il professor Antonio Costantini, neurologo, da anni sperimenta l’effetto positivo della vitamina B1 su pazienti con i sintomi della stanchezza cronica che accompagna le malattie infiammatorie-autoimmuni. Effetti benefici sono stati anche riscontrati nel trattamento del morbo di Parkinson e di altre patologie neurodegenerative che il professore ci illustra in questo interessante articolo.

Chi volesse vedere gli studi pubblicati, i contributi ai convegni, i risultati della cura sui pazienti può approfondire partendo dai siti web ultimaedizione.eu e highdosethiamine.org.

Antonio Costantini

Nell’età compresa tra 0 e 18 anni possono essere presenti patologie come le malattie infiammatorie intestinali, la sclerosi multipla, la cefalea emicranica (più rara è la cefalea a grappolo). Più rare sono le malattie a carattere genetico come le distrofie muscolari, le atassie spino-cerebellari, le atrofie spinali progressive e altre patologie molto rare come la distonia 16.

Noi proponiamo per singoli aspetti di alcune di queste patologie o come terapia patogenetica di tutti gli aspetti della malattia una cura semplice e priva di effetti collaterali: la vitamina B1 a alte dosi per via orale o intramuscolare.

Siamo arrivati a questa conclusione nel modo di seguito descritto.

Nel giugno del 2010 abbiamo visitato una donna affetta da rettocolite ulcerosa (RCU) di anni 51, con diagnosi definitiva di RCU da circa 23 anni. Fin dall’esordio della malattia accusava, a intensità variabile, numerosi sintomi “extra-intestinali” sia nei periodi di riacutizzazione che di remissione.

Questi erano: stanchezza presente già al risveglio, facile stancabilità, incubi notturni, ansia, depressione, labilità emotiva, insonnia, dismnesia, difficoltà di attenzione e concentrazione, scarsa tolleranza allo stress, spesso inappetenza, episodi di tachicardia ed extrasistolia, debolezza muscolare generalizzata più accentuata agli arti inferiori, crampi muscolari e dolori ai polpacci e alle piante dei piedi specie di notte (di tipo urente), intolleranza al freddo e caldo eccessivi, cute secca, lieve insufficienza renale, episodi settimanali di cefalea emicranica.                          

 La stanchezza poteva variare anche nella stessa giornata da tollerabile a un grado tale da richiedere l’interruzione di ogni attività e il riposo assoluto. Gli esami di laboratorio mostravano una lieve insufficienza renale. Nella norma erano gli esami neuroradiologici e cardiologici. A fronte di tanti sintomi soggettivi, l’esame obiettivo mostrava solo un dolore insopportabile alla compressione dei polpacci e delle piante dei piedi. Al momento dell’osservazione la malattia era in fase di remissione e i disturbi intestinali erano minimi. La dieta era varia, ma erano ben rappresentati il riso e le patate. Il forte consumo di riso ,i sintomi cardiologici, i sintomi riferibili a una polineuropatia prevalentemente sensitiva, mi hanno fatto balenare l’idea che la paziente  avesse una  carenza di vitamina B1 da malassorbimento (in altri termini un beri-beri attenuato, classica malattia da carenza nutrizionale di tiamina), la sola che poteva spiegare la sofferenza dei vari organi e apparati responsabili della sintomatologia, data la funzione della vitamina nel metabolismo del glucosio in tutto l’organismo. Ho proposto una terapia con circa 50 mg di tiamina intramuscolo per tre giorni, da continuare con una terapia per bocca. Poche ore dopo la prima iniezione regrediva in gran parte la stanchezza, e giorno per giorno si attenuava e regrediva completamente tutta la sintomatologia compresa l’insufficienza renale. Nell’arco di venti giorni riacquistava un pieno benessere fisico e mentale. Ho curato due altre pazienti nei quattro mesi successivi ottenendo una completa regressione della stanchezza e un miglioramento della funzionalità intestinale. Tutt’ora, le tre le pazienti, in terapia di mantenimento, godono ottima salute.

A questo punto abbiamo deciso di fare uno studio su questo argomento. Abbiamo reclutato 12 pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali che accusavano stanchezza e sintomi correlati. Questi pazienti sebbene avessero una concentrazione normale di vitamina B1 nel sangue rispondevano bene al trattamento di vitamina B1 a alte dosi con la scomparsa di tutti i sintomi. Da allora i pazienti non hanno mai interrotto il trattamento.

La risposta positiva al trattamento in questi casi significa che c’è una deficienza di vitamina B1. Ma se la concentrazione della vitamina nel sangue è normale come può essere presente una sintomatologia da carenza?  Può svilupparsi per due motivi:

1) la vitamina, una volta entrata dentro le cellule può trovare ostacoli nella sua circolazione verso i mitocondri, che sono organelli deputati alla produzione di energia.

2) all’interno dei mitocondri gli enzimi che hanno la vitamina B1 come coenzima (tiamino-dipendenti) possono presentare delle alterazioni strutturali per cui non funzionano correttamente.

Quindi i sintomi da carenza di vitamina B1 non erano dovuti a un cattivo assorbimento intestinale o a una perdita della stessa con la diarrea. La disfunzione mitocondriale con la conseguente ridotta produzione di energia era causata verosimilmente da sostanze che si liberano nei processi infiammatori.

Questi dati potevano offrire una chiave di lettura anche per la stanchezza cronica associata a molte patologie dell’intestino e non intestinali che possono essere presenti in età pediatrica. Noi abbiamo curato la stanchezza associata alle malattie infiammatorie e autoimmuni (sclerosi multipla, polimialgia reumatica, fibromialgia, tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide) con alte dosi di tiamina con successo anche nei pochi pazienti in età pediatrica.

Quando abbiamo cominciato a curare la stanchezza presente nelle malattie neurodegenerative genetiche e sporadiche abbiamo notato che oltre alla stanchezza miglioravano i sintomi motori e non motori delle stesse. In altre parole la stanchezza e i sintomi neurologici sono causati dallo stesso meccanismo cioè una disfunzione dei processi tiamino-dipendenti e quindi rispondono alla cura con alte dosi di vitamina B1 intramuscolare o per bocca. Parliamo di malattie come la malattia di Parkinson, atassie spino-cerebellari, distrofia muscolare miotonica, Malattia di Friedreich, tremore essenziale, cefalea a grappolo ed emicrania. Distonie genetiche e sporadiche

Molte di queste patologie, escludendo la malattia di Parkinson (di cui abbiamo un paziente con insorgenza a 18 anni e il tremore essenziale) possono essere già presenti nell’infanzia nella adolescenza e nella prima giovinezza e fino ad oggi non avevano una cura efficace e senza effetti collaterali. Noi speriamo che i colleghi ricercatori si interessino a questo argomento e confermino i nostri risultati ormai pubblicati da anni e approccino altre patologie con lo stesso sistema malattie che noi non abbiamo mai curato.

A cura di Antonia Caprella.

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