Lavoro: La Direzione Territoriale del lavoro di Prato "intensifica" gli sforzi lotta al lavoro nero

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PRATO - La Direzione Territoriale del lavoro di Prato “intensifica” gli sforzi al fine d...

PRATO - La Direzione Territoriale del lavoro di Prato “intensifica” gli sforzi al fine di proseguire con le attività di lotta al lavoro nero, grigio, nonché igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro. Anche in questo periodo primaverile, di oggettiva ripresa delle produzioni, in particolare nel settore tessile, si sono esplicitati interventi mirati in particolare alle aziende a conduzione cinese, del distretto Pratese, anche operanti nei comuni limitrofi di Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano.

Come ormai ciclicamente avviene l’organico ispettivo SIL e NIL, della Direzione del Lavoro, così come rappresentato dal Direttore Olivieri Pennesi Stefano, viene supportato/rinforzato con la presenza di Ispettori dell’Arma del Carabinieri appartenenti al Nucleo Operativo – Comando Tutela del Lavoro, con sede in Roma, nell’ambito dell’attività di Vigilanza programmata, quali obiettivi nazionali 2016. Il Direttore da quindi notizia circa i rilevanti risultati, di tale azione straordinaria, svolta sul territorio, nelle due scorse settimane, su “propria iniziativa”, e al riguardo si da particolare risalto ai blitz eseguiti che hanno prodotto, con la verifica di 51 aziende cinesi operanti nei settori delle confezioni, stamperie, stirerie i seguenti risultati: n. 36 provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali; sono state verificate 163 posizioni lavorative, di cui 83 risultate in nero; elevate sanzioni per 242.700,00 €; ammende per 4.647,00; effettuati rilevanti recuperi contributivi in corso di definitiva quantificazione; un totale di ben 21 soggetti deferiti, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato.

Il Direttore della DTL sottolinea, altresì, il rilevante e crescente “fenomeno” riscontrato, dagli Ispettori del Lavoro, durante i rispettivi accessi in azienda, con la presenza di numeri, che stanno diventando significativi, di lavoratori dipendenti dalle aziende a conduzione cinese appartenenti ad altre etnie e Paesi di provenienza sia subsahariana come senegalesi, che lavoratori provenienti dal Pakistan, tutti destinatari di retribuzioni bassissime e comunque al di fuori di qualsivoglia tutela e trattamento contrattualmente vigente.


Il Direttore Stefano Olivieri Pennesi

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