Leoluca Orlando: “Il football americano sta raccogliendo i frutti del duro lavoro”

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Leoluca Orlando festeggia quest’anno i 17 anni come Presidente della Federazione Italiana di Ameri...

Leoluca Orlando festeggia quest’anno i 17 anni come Presidente della Federazione Italiana di American Football, un traguardo importante per un organismo in continua ascesa: “Bisogna però ricordare da dove siamo partiti: oi partimmo da una condizione nella quale la Fidaf nacque dalla volontà di tre squadre che erano rimaste orfane di una Federazione di riferimento. In questi anni abbiamo fatto il lavoro delle formiche: un passo alla volta, lentamente molto lentamente, senza slogan, tweet o altro abbiamo cercato di diffondere la realtà del football sia a livello nazionale che internazionale. Abbiamo i campionati di tackle e flag, quest’anno ospiteremo i Campionati Europei Under 19. Inoltre siamo una Disciplina Associata al Coni e tra di esse siamo una di quelle che si distingue per la correttezza della gestione, dei bilanci, per la correttezza di squadre e atleti. Ritengo si possa dire, senza enfasi, che abbiamo compiuto la missione. Una missione non conclusa perché c’è sempre da migliorare e migliorarsi ma mi piace ricordare di come, quando il tutto è iniziato, ci fossero più elementi in campo che sugli spalti. Oggi invece non è più così come dimostra il successo di pubblico e di interesse dell’Italian Bowl”.

Eppure questo interesse sempre maggiore si nota soprattutto in Seconda Divisione CIF9 mentre in Prima ci sono solo nove formazioni: “Partiamo da un presupposto: il numero delle squadre è l’unico parametro da analizzare? In Germania ci sono 16 team in cui però il divario tra le squadre di prima fascia e le altre appare incolmabile. Il tema non può essere solo numerico: ritengo che le nostre siano formazioni di alto livello ma affinché si possa ritornare ad avere una Prima Divisione a 12 o 14 squadre bisogna fare un lavoro capillare sul territorio per il reclutamento dei giovani. A ciò si deve aggiungere un miglioramento dell’impiantistica e anche sulle aziende che investono in marketing e sponsor: se analizziamo la situazione a 360 gradi appare come un cane che si morde la coda. Penso che siamo giunti a un bivio nel quale sarebbe fisiologico il riconoscimento come Federazione Sportiva: un passaggio fondamentale che ci permetterebbe quel salto di qualità e di visibilità per il quale abbiamo lavorato, e continuiamo a lavorare, da molto tempo”.

Lei ha accennato all’Italian Bowl che si è svolto da poco a Sesto San Giovanni in una splendida cornice di pubblico e che ha riscosso grandissimo interesse mediatico. In tutti questi anni l’evento si è quasi esclusivamente svolto al nord se si esclude quello del 1998 a Catania. La possibilità di vederlo in piazze come Roma, Firenze, Napoli o Palermo la Fidaf la sta valutando? “Intanto vorrei ricordare che nel 1999, a Palermo, organizzammo la prima edizione dei Campionati Mondiali al Velodromo che oggi è nuovamente agibile con una capienza di 12 mila posti. Ricordiamo poi il Vigorelli di Milano, lo Stadio Europa di Bolzano e quello di Via del Perugino a Firenze, tutti interamente dedicati al football americano. Questo mi fa pensare che ci siano tutte le condizioni affinché l’Italian Bowl si possa giocare in località diverse da quelle tradizionali”.

Dal campionato italiano alla Nazionale che, dopo un brusco stop, riprende la sua marcia quest’anno: “Mi auguro di cuore che possa essere un futuro luminoso e vincente. Certo il blocco forzato non ci ha agevolato ma abbiamo obiettivi ambiziosi visto anche il valore del roster a disposizione. Disponiamo di ragazzi giovani che però hanno già maturato importanti esperienze all’estero e questo potrà essere un valore aggiunto per il Blue Team”.

Tanti giovani ma anche un Campione Nfl come Joe Vellano: “Non credo che Joe Vellano abbia bisogno di presentazioni: averlo con noi è la dimostrazione lampante di come il football italiano stia diventando sempre più attrattivo e interessante al di fuori dei confini nazionali”.

Un Blue Team maggiore ma anche una Nazionale Under 19 che, dal 28 luglio al 4 agosto, sarà impegnata nel Campionato Europeo di categoria che si disputerà a Bologna: “Intanto partiamo dal presupposto che organizzare una manifestazione del genere è sinonimo di responsabilità e orgoglio per la Fidaf. Abbiamo ricevuto un enorme riscontro dalle Istituzioni coinvolte: il Comune di Bologna; la Regione Emilia-Romagna; il Coni che non solo ci ha messo a disposizione il Salone d’Onore per presentare l’evento m ha visto la presenza del Presidente Malagò. Ora non ci resta che attendere l’inizio del torneo dove, son certo, i nostri ragazzi si faranno onore”.

Insieme ai ragazzi sta crescendo anche la Nazionale di Tackle Femminile che sabato scorso ha giocato contro la Spagna in amichevole: “Le ragazze allenano sempre con grande entusiasmo e voglia insieme a un coaching staff di primissimo livello. La Federazione crede molto nello sviluppo del movimento che però dispone ancora di poche squadre in Italia: dobbiamo lavorare molto affinché il numero e le tesserate aumentino. La nostra speranza è che l’interesse sempre più crescente nei confronti dello sport femminile, ultimo in ordine cronologico lo straordinario Mondiale disputate dalle Azzurre del calcio, sia una ulteriore spinta anche per il football femminile. Credo che, messi insieme tutti questi elementi, appaia chiaro di come il paziente lavoro delle formichine stia dando i suoi frutti. Un lavoro, mi piace però ricordarlo, che non è affatto finito anzi…”.

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