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Lis: una lingua, una cultura, un popolo

Lazio

ROMA, 19 NOVEMBRE -  Una comunità è tale perché condivide una comune identità. La cultura è l’humus profondo, vivificante del senso identitario e con questo non intendo riferirmi ad un sapere accademico anzi penso a tutto ciò che rende un popolo tale….penso al folklore, alle tradizioni, alla cucina, all’umorismo che solo chi è nato in un determinato luogo può comprendere fino in fondo.
 

La lingua è la struttura portante, l’ossatura del nostro essere individui di cultura, del nostro relazionarci gli uni agli altri in una ragnatela di senso e significato che costituisce il mio io e il mondo di cui faccio esperienza costante.
Ogni azione della vita di un essere umano è un atto comunicativo: il primo sguardo che la mamma rivolge al bambino, la prima carezza ,il primo sorriso.
La mamma costituisce in quel momento l’ universo non solo affettivo e biologico ma anche linguistico.
E….. se per caso…….sono sordo?????Non posso sentire la voce che pronuncia il mio nome, non posso sentir ridere, cantare, piangere. [MORE]


La sordità è un deficit invisibile e subdolo, che come una prigione di cristallo chiude chi ne è vittima in un guscio di silenzio e solitudine. Uno strumento per potersi aprire al mondo è la Lis, acronimo per Lingua dei Segni italiana.
La comunicazione visivo-gestuale dei sordi è una lingua a tutti gli effetti, con le sue regole , una grammatica ed una sintassi proprie.È una lingua naturale, espressione di una comunità, quella dei Sordi.
In Italia questa lingua non è riconosciuta giuridicamente, nonostante ogni anno nascano 200/220 bambini sordi, uno ogni 15 km quadrati e il dato si allarga enormemente se includiamo tutti quei bambini che diventano sordi in fase pre-linguistica.

Il problema non è affrontare un discorso sulla disabilità ma una battaglia di civiltà poiché uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino è la libertà di espressione. Nel 1948 l’Assemblea generale dell’Onu stabiliva nel suo secondo articolo: ”Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”
I nostri Padri lo sapevano bene, forse noi lo stiamo dimenticando…..


È questo il momento di non chiudere gli occhi: molti stanno lottando per il riconoscimento della Lis , persone sorde, le loro famiglie, chi lavora o comunque é a contatto per vari motivi con la sordità.
Esiste un universo parallelo al nostro che combatte per i propri diritti e per la propria autodeterminazione.
Noi udenti abbiamo il dovere come individui e cittadini di fare qualcosa, anche solo tramite un’informazione che apra la coscienza ad un problema fino ad ora troppo sommerso.

 Chiara Grossi