Niger: rapito sacerdote italiano

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 CITTA' DEL VATICANO, 18 settembre - Il sacerdote italiano rapito in Niger è Pierluigi Maccalli.

Nato il 20 maggio 1961, proveniente della diocesi di Crema, missionario già in Costa d'Avorio, era da poco tornato in Africa dopo un breve riposo in Italia, Maccalli è l'ennesima vittima dei jihadisti attivi della zona. Il rapimento è avvenuto nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 settembre nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey, come spiega l'agenzia vaticana Fides.

Il religioso rapito, fa parte della Società delle Missioni Africane (SMA) e si occupava di evangelizzazione, di istruzione scolastica e di formazione per i giovani contadini. Lottava per abolire alcune tradizioni del luogo quali la mutilazione dei genitali femminili. Potrebbe essere proprio il contrasto con queste "pratiche culturali" il movente del rapimento.

La Missione Cattolica dei Padri SMA con sede a Gourmancè, a circa 120 km dalla capitale Niamey, è presente nel Paese da quasi 30 anni, occupandosi di una popolazione di 30.000 abitanti dediti all'agricoltura e da qualche mese la zona si trova in uno stato di difficolta per la costante presenza di terroristi proveniente dal Mali e Burkina Faso. La povertà, le scarse condizioni igieniche, l'analfabetismo, la carenza di acqua e la mancanza di vie di comunicazione rendono questa zona del Niger isolata e dimenticata.

Attendiamo sviluppi, dalla Santa Sede, sul sequestro di padre Maccalli.

Laura Fantini

fonte immagine Lettera35.it

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