Cerca

Web tax: l'UE contro i vantaggi fiscali dei giganti del web

Alessia Panariello
Condividi:
Web tax: l'UE contro i vantaggi fiscali dei giganti del web
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~2 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

BRUXELLES, 9 SETTEMBRE – Tanti affari, poche tasse. I colossi del web continuano a macinare fatturato e profitti, ai danni degli Stati dell’UE, grazie all’avvalersi dell’attuale principio della “residenza fiscale” delle aziende: producono redditi virtuali in molti Stati, pagando le tasse solo dove hanno residenza legale, che quasi sempre è dove si pagano meno balzelli.[MORE]

L’Italia e l’Europa da tempo stanno preparando un piano su come costringere Google&C. a pagare le tasse; finora il metodo più efficace si è rilevato quelle della minaccia di cause legali: non a caso, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo su Amazon, accusata di aver evaso 130 milioni; la Francia avrebbe appena chiesto 600 milioni a Microsoft e l’UE ha multato l’Irlanda per 13 miliardi per agevolazioni fiscali ad Apple.

I quattro leader della Ue – Gentiloni, Merkel , Macron, Rajoy – pensano a un paper comune da portare al prossimo Consiglio europeo di Tallinn del 15 settembre, centrato guarda caso sulla tassazione digitale comune nella UE. L’Italia non si presenta a mani vuote, perché nel paper potrebbe confluire l’ipotesi allo studio del Mef di introdurre una tassazione “piatta” sugli utili prodotti dai giganti del web con la pubblicità: una “cedolare secca” sui business prodotti in Italia.

L’obiettivo è far pagare le imposte dove si crea valore, i metodi sono ancora da stabilire. Sul tavolo c’è l’esempio di Londra che ha varato un prelievo del 25% sui profitti trasferiti, chiamato non a caso Google tax. Un altro modello è quello dell’India che tassa del 6% tutte le acquisizioni di prodotti e servizi all’estero e online fatti nel paese.

Affrontare le sfide dell'economia digitale comporta la "modifica del concetto di stabilimento permanente". In base a questo approccio, "anche senza presenza fisica", un'azienda con una "presenza digitale significativa" nei Paesi dove opera, dovrebbe prendersi una "residenza virtuale" che lo costringerebbe a sottostare alla loro tassazione sulle imprese", questo è quanto si legge nel documento che l'Ecofin discuterà la prossima settimana a Tallin.

Fonte immagine:www.corrierecomunicazioni.it

Alessia Panariello

 


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Alessia Panariello

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Contenuto partner

Il metodo, verificato giorno per giorno

Negli ultimi 30 giorni i modelli statistici di Method Tipster sono stati confermati 4 volte su 12. Oggi sono analizzate 23 partite su 3 competizioni.

Vedi come funziona il metodo →