Webcam Sex Child Tourism

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Webcam sex child tourism: l'evoluzione della pedopornografia Il Webcam sex child tourism designa il...

Webcam sex child tourism: l'evoluzione della pedopornografia

Il Webcam sex child tourism designa il fenomeno secondo cui gli adulti corrispondono un compenso per vedere bambini di altri Paesi spogliarsi e compiere atti sessuali davanti ad una webcam. I bambini violati nelle Filippine riferiscono che posano nudi, mostrano parti intime, si masturbano e talvolta praticano sesso con altri sotto la direzione e le richieste dei predatori. Il WCST è maggiormente diffuso nel Sud-Est asiatico, in particolare a Manila e isole limitrofe, che offrono un concatenarsi di fattori propizi: povertà dilagante, radicamento dell’industria del sesso e alto tasso di informatizzazione della popolazione. Si differenzia dal Grooming in quanto si presenta come un “patto economico” in cui avviene una transazione finanziaria tra il minore e lo sfruttatore. Nel caso del grooming, il cyberpredatore esercita una manipolazione emotiva sulla vittima, costringendola poi ad atti sessuali con la coercizione.

Papà – «Mia figlia 10 anni come te, Lucy».
Lucy – «Ciao papino. Tu bello?».
Papà – «Io alto, biondo. Tu eccitata?».
Lucy – «Tu soldi?».
Papà – «Soldi se fai sexy show per me».
Lucy – «Io sexy show per te. Tu Skype? Facebook? Qui linea cattiva».

Per fronteggiare l’esecrabile fenomeno appena descritto, Terre des Hommes Olanda ha creato Sweetie: rappresentazione virtuale 3D di una bambina filippina di dieci anni, con gli occhi a mandorla e la carnagione scura. Nel dettaglio, l’avatar in oggetto – che può assumere diverse identità (nell’esempio di cui sopra, Lucy) – è in grado di comunicare con gli utenti grazie ad un chatbot, un software che simula la conversazione umana e si prostituisce davanti ad una webcam.
Tale iniziativa ha consentito non solo di accendere i riflettori sul WCST, ma anche di identificare migliaia di predatori semplicemente registrando le loro chat e le loro conversazioni virtuali. I dati raccolti – che hanno fatto emergere le generalità dei predatori solitamente attraverso l’indirizzo Skype – sono stati poi trasmessi all’Europol.
Dopo gli incredibili risultanti raggiunti, Terre des Hommes Olanda – sostenuta da una consistente donazione da parte della lotteria nazionale olandese – ha in progetto di sviluppare Sweetie 2.0: un nuovo chatbot funzionale al monitoraggio e alla tracciabilità dei predatori sessuali di tutto il mondo.


Il caso:
Mina ha quattordici anni e vive in un quartiere povero di Cebu, Filippine, con i genitori e la sorella. Da qualche anno passa le notti davanti ad una webcam, togliendosi i vestiti e facendo quello che le persone al di là dello schermo le dicono di fare. A volte le chiedono di portare davanti alla webcam anche la sorellina più piccola Tutto è iniziato quando il padre ha perso il lavoro e la madre con il suo solo non riusciva a sfamare l’intera famiglia. Grazie ad una vicina, la madre ha però scoperto di poter guadagnare collegandosi a delle sexy chat, ma ben presto si è accorta che i clienti prediligevano le figlie. «Dato che non le toccano davvero, ma guardano soltanto, non fanno loro del male». Madre di Mina.

Uno studio di Terre des hommes dimostra come il Webcam Child Sex Tourism sia in grado di devastare la psiche delle vittime allo stesso modo di un abuso fisico. L’infanzia violata provoca depressione, sintomi di stress post – traumatico, vergogna, senso di colpa che sfociano spesso nell’uso di droghe o alcool.

Anna Vagli

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