Anno giudiziario 2013, pronta la relazione sull'amministrazione della giustizia 2012
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Anno giudiziario 2013, pronta la relazione sull'amministrazione della giustizia 2012

mercoledì 23 gennaio, 2013

ROMA, 23 GIUNGO 2013. – Alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, prevista il prossimo 25 gennaio presso la sede della Suprema Corte di Cassazione, il Ministro della Giustizia Paola Severino Di Benedetto ha inviato al Parlamento la relazione sull’amministrazione della giustizia per l’anno 2012.[MORE]
 

Nel documento, redatto sulla base delle linee direttrici indicate nella relazione dell’anno 2011, di contrasto al sovraffollamento carcerario, di riorganizzazione degli uffici giudiziari e di raccordo del sistema processuale con le tecnologie informatiche, vengono indicate le misure e le riforme applicate per affrontare la questione delle carceri, della giustizia civile e della giustizia penale.

In particolare l’adozione del c.d. Piano Carceri, consentirà secondo la relazione la consegna entro il 31 dicembre 2014 di 11.700 nuovi posti, a fronte dei 3.178 già consegnati nel 2012 e di 2.382 previsti entro giugno 2013. Quindi tocca al Decreto c.d. Salva Carceri, che da un lato ha introdotto meccanismi deflattivi al fenomeno delle porte girevoli, portando alla più bassa percentuale del 13% la statistica degli individui in carcere per brevi lassi di tempo, per innalzare dall’altro da 12 a 18 mesi il limite di tempo per accedere alla misura detentiva degli arresti domiciliari in luogo di quella in carcere, passando il numero dei detenuti in carcere da 68.047 al 30 novembre 2011 a 66.888 del 31 ottobre 2012. Tutto ciò nella prospettiva che la galera resti l’extrema ratio.

Ricordando ancora la prossima chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) a far data dal 31 marzo 2013, la relazione prosegue registrando l’incremento dei procedimenti penali in corso, indicando nella lunghezza del processo la più grave causa di inefficienza della giustizia penale, confermando il c.d. collo di bottiglia in Appello, cioè al momento del secondo grado di giudizio, con la statistica di 947 giorni nel 2011 contro 839 nel 2010.

Rilevata la legge anti corruzione n. 190/2012 e il nuovo ruolo assegnato all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, anche nei casi di reati di usura, estorsione, corruzione e peculato, sul fronte della giustizia civile il documento evidenzia le misure adottate per promuovere l’offerta di giustizia con la c.d. riorganizzazione della geografia giudiziaria che ha condotto al taglio di 220 sezioni distaccate di tribunale, alla soppressione di 31 tribunali e 31 procure, quindi al taglio di 667 uffici dei giudici di pace non circondariali. Quindi l’istituzione del Tribunale delle imprese, nella prospettiva di un più competitivo sistema economico, anche sotto il profilo giudiziario.

L’altro fronte della giustizia civile, è quello della domanda di giustizia, tra cui spicca la riforma della legge Pinto, con la predeterminazione della durata ragionevole del processo e la predeterminazione dell’ammontare del relativo indennizzo, al fine di rendere più equa, anche economicamente, la disponibilità processuale delle parti e dell’Amministrazione.

In premessa al documento, la riflessione sulla situazione di emergenza in cui ha operato il Governo Monti, la cui durata limitata non ha consentito, comunque, di risolvere definitivamente la complessità dei problemi in cui anno dopo anno versa l’amministrazione della giustizia in Italia.

 

SAVERIO CARISTO


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