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Bilinguismo, largo ai semestri di scambio nelle scuole

Trentino Alto Adige

BOLZANO, 24 OTTOBRE 2012-Studiare obbligatoriamente per almeno sei mesi in una scuola dell'altro gruppo linguistico: è questa la nuova frontiera del bilinguismo altoatesino, fortemente sostenuta dall'assessore all'istruzione italiana Christian Tommaselli, che proprio ieri ha proposto di trasformare in una regola quella che attualmente è considerata una possibilità.

Perchè non sonoi tanti gli studenti che in provincia di Bolzano approfittano del cosiddetto "anno in L2", sfruttanto l'opportunità di essere inseriti in una classe parallela in lingua tedesca o italiana che sia; e quei 128 ragazzi italiani che tra il 2008 e il 2012 hanno scelto di passare un semestre tra i colleghi dell'altro gruppo linguistico non rapppresentano che una minoranza della popolazione scolastica totale, per cui il bilinguismo perfetto rappresenta troppo spesso un miraggio.[MORE]

Il potenziamento degli scambi, quindi, sarebbe un enorme passo avanti per il mondo dell'istruzione altoatesina, che in questo modo riuscirebbe a formare un numero sempre maggiore di persone in grado di parlare al meglio entrambi gli idiomi ufficiali della Provincia; ne è convinta anche l'assessore Sabina Kasslatter Mur, responsabile per la scuola tedesca, che si è detta pronta a collaborare al progetto del suo omologo italiano, con una deliera super aperta che punterà al massimo sulle nuove metodologie Clil.

Largo agli scambi, quindi, e ai gemellaggi con gli istituti in Germania; ma soprattutto, ribadisce la Kasslatter, avanti con la promozione di attività extra-scolastiche che attraverso lo sport e l'associazionismo favoriscano i contatti tra i due gruppi, permettendo ai giovani di trasformare in una realtà concreta quel bilinguismo percepito da molti come una possibilità non ancora in atto.

Secondo un recente sondaggio realizzato dall'Eurac, infatti, gran parte della popolazione altoatesina lamenta forti carenze nella cultura bilingue in tutti i settori che non siano legati all'amministrazione pubblica; per muoversi agevolmente nella vita quotidiana basta conoscere la propria madrelingua, e in generale, mancherebbero stimoli verso l'apprendimento della seconda lingua, con lo sviluppo conseguente di due comunità che convivono pacificamente, ma parallelamente, senza incontrarsi davvero.

In generale, sono i tedeschi a cavarsela meglio con l'apprendimento dell'italiano, ma se si parla di padroneggiare alla perfezione entrambe le lingue, le percentuali sulla popolazione scendono significativamente, superando appena il 10 per cento prima di crollare definitivamente nelle valli, dove il monolinguismo sembra oramai imperante.

Simona Peluso