ROMA, 12 MARZO 2013 - Il Conclave è da sempre un importante momento religioso: i fedeli si riuniscono in preghiera, chi da Piazza San Pietro a Roma, chi da altri luoghi, per sostenere spiritualmente i Cardinali, sui quali ricarde la scelta del Papa.
L'elezione del Pontefice non ha una rilevanza unicamente religiosa, ma globale, che in un modo o nell'altro influenza la politica, l'opinione pubblica e tutto ciò che concerne il pensiero del mondo Occidentale. Il Cattolicesimo è infatti meno diffuso in Oriente, dove prevale la religione Buddhista, seguita da quella Induista. Il Papa rappresenta la guida spirituale e morale dei Paesi europei, della maggior parte degli stati americani e molti africani. Ogni parola che proviene dal balcone di San Pietro assume dunque un'importanza quasi superiore a quelle pronunciate dai maggiori capi di Stato.
Oltre a guidare il Vaticano, il Pontefice dovrebbe rappresentare un punto d'incontro tra le religioni, agevolando così anche i rapporti tra i diversi Paesi. In un periodo di crisi come quello attuale, i principi morali potranno essere dettati dal successore di Benedetto XVI che, qualora si rivelasse conservatore manterrebbe la linea proibizionista nei confronti di certe realtà (matrimoni omosessuali, l'utilizzo del preservativo, etc...), altrimenti, potrebbe aprire il dialogo verso nuove prospettive.[MORE]
Per questa ragione il mondo intero è in apprensione: i fedeli si aspettano che la Chiesa venga ripulita dagli scandali che la hanno colpita nell'ultimo decennio e solamente una guida carsimatica sarebbe in grado di riavvicinare le persone "deluse" da una certa omertà, che oramai viene associata all'istituzione cattolica in forma quasi del tutto automatica.
In passato, la figura del Papa risultava di fondamentale importanza per quanto riguarda le questioni politiche: gli imperatori cercavano in ogni modo di ottenere il consenso del Pontefice per evitare contrasti. La guida cattolica era solita incoronare il nuovo imperatore, gesto che può essere tradotto come una sorta di benedizione. E' famosa la cerimonia durante la quale Napoleone prese la corona dalle mani di Pio VII e se la mise sulla testa da solo, sottolineando la propria potenza e destando scandalo.
Dai grandi riferimenti storici si può dunque capire la rilevanza che il Pontefice ha avuto nel corso dei secoli, sebbene, ormai, la sua influenza sia più "implicita". La guida del mondo cattolico avrà tra le mani le sorti morali del mondo, che potrà cambiare guidato dalle sue riflessioni: cosa succederebbe se il prossimo Papa si pronunciasse a favore dei matrimoni omosessuali? Sebbene sia improbabile, senz'altro gli Stati ne prenderebbero atto, portandosi al passo con le indicazioni di colui che guiderà la Chiesa.
L'Italia, che racchiude in sè il piccolo Stato del Vaticano, è più esposta al giudizio del Papa, per questa ragione, gli italiani vivono con grande coinvolgimento i momenti che precedono l'elezione del Pontefice. I cittadini si augurano di poter uscire dal periodo "nero" segnato dalla crisi e sperano che il successore di Benedetto XVI possa contribuire, con i suoi pensieri, ad incentivare la modernità, elemento necessario per portare il Belpaese al livello degli altri Stati d'Europa.
Il Conclave di quest'anno potrebbe dunque rivelarsi una svolta per il Paese ed influire in modo rilevante sulla storia, non solo perchè avviene a seguito delle dimissioni di Benedetto XVI, ma anche perchè il Paese è arrivato ad un punto in cui è necessario voltare pagina, avvicinandosi al resto del mondo. Per capire l'entità dell'evento, basta riflettere sul fatto che, qualora venisse eletto un Papa asiatico (uno dei favoriti è il Cardinale filippino Tagle), il cattolicesimo e l'Occidente si avvicinerebbe ai paesi d'Oriente. Se venisse incaricato un americano, in questo preciso momento storico, è molto probabile che gli asiatici si distacchino maggiormente sia dall'Italia che dagli altri Stati cattolici, anche a causa delle recenti tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord.
Un Papa "nero", invece, rappresenterebbe una vera innovazione: le profezie indicano il Pontefice di colore come l'ultimo dei successori di Pietro, ma è da prendersi in considerazione il contesto durante il quale sono state fatte le previsioni. Il background storico lascia intravedere un velo di razzismo: "un uomo nero al comando della Chiesa equivale alla fine di tempi". Se uno dei Cardinali africani diventasse Papa, non solo nel corso degli anni verrebbero accantonate teorie di questo genere, ma senz'altro tutti i popoli farebbero un passo in avanti nella lotta contro la xenofobia.
La storia, in questi giorni, vive la sua attualità a San Pietro, dove verrà scelto il cammino che intraprenderà.
(Foto da oggi.it)
Alessia Malachiti
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