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La riflessione di Federica, una protagonista del libro: "L'adolescenza è un volo di farfalla"

Lazio > Roma

L’adolescenza per me è sinonimo di amore... del primo amore, delle notti intere trascorse sveglie a pensare a un lui (o lei) e decidere se mandargli un sms, senza guardare l’ora, quello che ti si rivela, con l’irruenza dell’assoluto. Ti ritrovi a pianificare le tue giornate in base alle varie occasioni che avrai di vederlo, anche solo da lontano. In realtà, anche gran parte della notte la dedichi a quell’amore, così bello, invincibile, totalizzante.

In alcuni casi, resterà nella fantasia perché non avrai il coraggio di confessargli cosa senti, o lui non vedrà in te la ragazza “giusta”. Allora è struggimento, poesie su poesie mai inviate, inappetenza, e senso di inadeguatezza.  In altri, il sogno diventerà realtà, lo avrai vicino e sentirai il suo cuore che batte, nella speranza che quel momento finisca con un tenero bacio.

L’adolescenza, per me, è sentire con i sensi amplificati l’amore e tutto quello che sta intorno.

È sentire la voglia delle carezze e dei baci, la disperazione perché la tua emozione è svelata dal rossore che ti inonda il viso. È sentire quell’insicurezza che ti fa tentennare a ogni passo, e quel peso sullo stomaco che ti fa male. È sentire la gelosia se i suoi occhi non ti vedono o se guardano la tua amica, e allora vorresti morire, scomparire dalla faccia della terra, perchè ti senti insignificante e lo sconforto ti tortura, allora cerchi fra le foto quella più bella per postarla su Instagram nella speranza che lui  la veda e clicchi “like”.

L’adolescenza è sentire la felicità e allo stesso tempo la paura delle prime esperienze, del primo bacio... ma è anche il tempo delle prime cazzate che si combinano con gli amici, delle prime bugie, delle prime discussioni con i genitori.

È sentire addosso l’incomprensione del mondo, nessuno ti capisce. La scuola stessa è una punizione, dove ti ritrovi a sgobbare per imparare qualcosa che pensi non ti servirà  a nulla. Non mangi quasi più e quando lo fai cerchi di vomitare. La tua vita gira intorno al telefonino e a internet e... hai sempre il terrore che la ricarica finisca perché l’idea di rimanere isolata dal tuo mondo ti fa star male! Il resto non conta.

E tutto questo contrastante sentire dell’adolescenza, che è amore , felicità e paura, è anche e soprattutto un allenamento per la vita, per quando incontrerai le vere difficoltà.

Dopo questa mia riflessione regalo un consiglio a tutte le mie coetanee: prendi tutto come un gioco, divertiti, ma non perdere di vista le cose più importanti: la scuola e le buone maniere. Amati di più. La tua giovinezza, la tua purezza, la tua semplicità ti rendono particolare, interessante … unica! Io … noi tutti ti amiamo e ti odiamo, complicata e meravigliosa adolescenza!


Antonia Caprella