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La Tempesta e Sotterranei insieme per un festival: intervista agli organizzatori

Lazio

VITERBO, 12 MAGGIO 2015 - Si è svolto, pochi giorni fa, un importante festival che ha visto la cooperazione dei protagonisti di due collettivi-etichette La Tempesta e Sotterranei.  La location è stata il C.S.O. Pedro di Padova e sul palco sono saliti Il Pan del Diavolo (Tempesta), Universal Sex Arena (Tempesta), Gramlines (Sotterranei), Blue Shoe Strings (Sotterranei) ed, a concludere la serata, il dj set di Momo. Ad anticipare il tutto, pochi giorni prima, si è svolto l'Atto 0 de La Tempesta Sotterranea, i cui protagonisti sono stati i Cosmetic (Tempesta) e Pietro Berselli (Sotterranei). Per le occasioni abbiamo raggiunto gli organizzatori del festival, ecco a voi l'intervista ed alcune foto.
Buona lettura!

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Com'è nata la collaborazione tra il collettivo de La Tempesta e quello dei Sotterranei?
Un'idea forse folle e un banchetto in osteria, come si conviene tra amici, per lo meno in veneto e in friuli funziona così. Sarà questa la rima caratteristica che ci accomuna?

Cosa ci potete dire a proposito degli ospiti che avete annunciato per l'Atto 0?
Ci tenevamo molto a proporre i Cosmetic, una delle band italiane che ci piacciono di piu, e rappresentano quella faccia noise che i più non conoscono nella Tempesta. Mentre Pietro Berselli è un po' il simbolo del nostro lavoro di quest'anno: primo ep, prima produzione Dischi Sotterranei, primo test d' ufficio stampa, primo lavoro di booking' in senso stretto. Naturalmente senza le sue belle canzoni sarebbe stato una baracconata.

Primo evento a Padova, poi è prevista una diffusione del format su scala nazionale?
Visto il buon esito del primo atto, si spera di si, dalla prossima stagione.

Oltre a La Tempesta Sotterranea, avete in mente altri progetti insieme?
Per ora no, ciascuna etichetta si concentrerà sui propri progetti estivi. Poi con l'accorciarsi delle giornate e l'incombere del buio sarà nostra premura avvisare i superstiti.

Qual è la situazione musicale nella vostra "zona"?
La situazione musicale della nostra zona, centro veneto e dintorni, siamo fondamentalmente noi. Abbiamo sicuramente dato il LA alla nascita di collettivi, situazioni a noi analoghe, concerti gratuiti o low cost proponendo grandi artisti; non è proibito pensare che quel che viene dopo di noi ci è debitore. Nella nostra zone ci sono tante band che meritano palchi prestigiosi e visibilità, e mancano realtà che vogliano investire su di loro. Noi siamo nati per riempire questa lacuna, e stiamo lavorando sempre più in questa direzione.

In qualità di "etichette indipendenti" quali obiettivi vi aspettate di raggiungere a livello di mercato musicale?
L'obiettivo è di produrre musica di qualità, e di credere sempre con convinzione nelle nostre scelte (che col tempo rischiano di diventare sempre più difficili da portare avanti).

Si vedono sempre di più collaborazioni, simili a "cordate", per produrre dischi anche di un certo spessore, quanto è importante questa soluzione?
E' importante che più realtà localizzate si uniscano al fine di una distribuzione capillare partendo dal basso. Le classiche "cordate" di etichette nascono dal tentativo di allargare il bacino di promozione e distribuzione di un disco. Questo fenomeno è piuttosto indicativo di come ci possa essere un principio di mutualismo a fondamento della scena indipendente. Si cerca di stabilire continue connessioni e collaborazioni per raggiungere risultati che da soli non si riesce a tenere. Diciamo che in parole spicce l'unione può sul serio fare la forza.

 

 

Federico Laratta
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