Mafia: fermi Trapani, indagato deputato componente Antimafia Ars

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TRAPANI, 22 FEBBRAIO - Il 'vizio' del gioco e... della politica. Ce n'e' tanta di politica nel blitz...

TRAPANI, 22 FEBBRAIO - Il 'vizio' del gioco e... della politica. Ce n'e' tanta di politica nel blitz "Mafiabet" dei carabinieri che ha portato al fermo di tre persone. Tra gli indagati anche il deputato regionale di Forza Italia, Stefano Pellegrino: al sessantenne politico marsalese e' contestato il reato di corruzione elettorale, senza l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. Pellegrino e' un avvocato penalista, e' stato eletto all'Ars con 7.670 preferenze e adesso siede nella Commissione regionale antimafia. Secondo la Dda di Palermo avrebbe ricevuto il sostegno elettorale di due dei fermati di oggi, Salvatore Giorgi, detto Mario, e Calogero John Luppino animatori del movimento politico "Io Amo Campobello".

Luppino e soprattutto Giorgi, infatti, "in ossequio alle disposizioni impartite dal carcere dal boss Franco Luppino, spiegano gli inquirenti, "hanno sostenuto la candidatura alle elezioni regionali del politico locale, promettendo e somministrando generi alimentari a cittadini del luogo in cambio della promessa di voto". Tra i fermati, Calogero Luppino, imprenditore di Campobello di Mazara nel campo delle scommesse e dei giochi on line, dal 2006 al 2011, e' stato consigliere comunale con l'Udeur e assieme allo zio Salvatore Giorgi, detto Mario, e' stato tra i fondatori del movimento "Io Amo Campobello" tuttora attivo sul territorio. Giorgi - che secondo l'accusa gestiva la cassa dell'associazione mafiosa nel settore imprenditoriale delle scommesse - negli anni scorsi e' stato assessore della cittadina del Trapanese. Secondo i pm i due avrebbero messo a disposizione il loro bacino elettorale in cambio di un tornaconto illecito.

Nel blitz oltre ai tre fermati - tra cui spicca pure Francesco Catalanotto, gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara, ritenuto l'anello di congiunzione operativo tra Luppino e la famiglia di Castelvetrano, vantando una particolare vicinanza a Rosario Allegra, cognato del latitante Matteo Messina Denaro - sono indagate una decina di persone. Luppino nel 2014 ottenne una concessione per un centro di accoglienza e con l'associazione Menzil Salah ne apri' uno a Salaparuta (Trapani) per cinquanta persone in un immobile di proprieta' del Comune. Tra le societa' sequestrate dai carabinieri c'e' n'e' una di trasporti creata per far spostare i migranti ospitati in un centro d'accoglienza.  

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