Raffaello verso Picasso a Vicenza 6 ott. 2012 - 20 genn. 2013

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VICENZA, 6 OTTOBRE 2012 – È stata anticipata a ieri, in anteprima straordinaria, l’inaugurazione ufficiale della rassegna “Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure” (6 ottobre 2012 – 20 gennaio 2013), festeggiata con una serata di esibizioni live gratuite - del Pedrollo Brass Ensemble del conservatorio di Vicenza prima e di Antonella Ruggiero & PFM dopo – in scena in piazza dei Signori, sulla quale si affaccia l’imponente Basilica Palladiana di Vicenza, che accoglie la mostra all’interno del salone principale.
 

 Un evento nell’evento, coinciso con la riapertura al pubblico della stessa Basilica in seguito al complesso restauro durato 5 anni, finanziato dalla Fondazione Cariverona e costato 21 milioni. L’edificio, dal 1993 Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, è dotato di ben tre spazi espositivi, che saranno il biglietto da visita internazionale di un disegno politico ambizioso, mirante alla realizzazione di un polo culturale allargato, attraverso la valorizzazione del centro storico e il rilancio del turismo colto.

Dopo Vicenza, la stessa esposizione, si sposterà al Palazzo della Gran Guardia di Verona, con un nuovo titolo “Da Botticelli a Matisse. Volti e figure” (2 febbraio 2013 – 1° aprile 2013). Entrambe le mostre sono curate da Marco Goldin, direttore generale di Linea d’ombra S.r.l., che continua a sorprendere con i suoi allestimenti non convenzionali.

 In particolare, Raffaello verso Picasso, illustra l’evoluzione della pittura figurativa non secondo la classica impostazione cronologica, ma seguendo un percorso narrativo a tema, battendo sentieri inesplorati, con continui rimandi e corrispondenze fra artisti appartenenti ad epoche e stili diversi.
Le sezioni in cui si articola il progetto espositivo sono quattro, quanti sono i temi, di cui il ritratto è quello centrale: “Il sentimento religioso. La grazia e l’estasi”; “La nobiltà del ritratto”; “Il ritratto quotidiano”; “Il Novecento”. 

  Un centinaio di dipinti provenienti dai musei e dalle collezioni private di vari continenti, opere di alta elevatura di Raffaello, Botticelli, Rubens, Caravaggio, El Greco, Goya… , dialogano con quelle di Renoir, Manet, Van Gogh, Matisse, Munch, Picasso, lungo un arco temporale di sei secoli, dal Quattrocento fino al Novecento, provando a svelarci il mistero dell’uomo, della sua natura, delle sue metamorfosi, mettendone a nudo l’anima, di cui lo sguardo ne rappresenta la silenziosa anticamera.

 Innovativo anche il catalogo della mostra, concepito come un vero e proprio libro, che intende andare oltre la mera presentazione delle opere esposte, in cui vi si legge: «Questa mostra non è in alcun modo una storia del ritratto, anche se il ritratto dipinto ne costituisce l’elemento cardine e centrale. Non lo è, perché mai ha voluto esserlo. È invece il racconto dello sguardo. Dei molti sguardi che ho incontrato studiando la pittura. Da quelli abitati dallo spirito divino di Fra’ Angelico, fino a quelli, ciechi e pieni di corpo esposto, di Francis Bacon. […] E questa mostra, volendolo in ogni modo, è il racconto di uno sguardo che ama». (Dal catalogo della mostra, “Prologo in forma di (quasi) privata confessione” di Marco Goldin).

(Immagine dal portale di Vicenza)

Domenico Carelli

 

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