Rifiuti: presidente Ecomafie, seguo con preoccupazione Roma

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ROMA, 6 LUGLIO - "Seguo con preoccupazione gli sviluppi relativi alla crisi dei rifiuti a Roma....

ROMA, 6 LUGLIO - "Seguo con preoccupazione gli sviluppi relativi alla crisi dei rifiuti a Roma. L'ordinanza adottata dalla Regione appare infatti non priva di elementi che ne ostacolano l'efficacia e la piena attuazione. A partire dal termine di 7 giorni per pulire Roma: è inutile prevedere che Roma sia pulita in una settimana se poi non si creano le condizioni per farlo. Ho accolto con favore un provvedimento che ha l'obiettivo di liberare spazi: in questi termini, la Regione avrebbe dovuto farlo prima e soprattutto farlo bene, indicando in modo preciso i flussi in entrata e in uscita da ogni impianti e le eventuali deroghe ambientali da utilizzare per il superamento della criticità".

Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli. "La Regione invece, non ha indicato per ogni impianto di trattamento né le quantità che deve ricevere, né dove portare gli scarti. Tanto che poi è stata costretta a fare comunicazioni ad hoc alla Rida Ambiente. Un aspetto che rischia di rendere l'ordinanza non risolutiva e che richiede a mio avviso dei correttivi sui quali dovrà essere acquisito il parere di Arpa Lazio".  

L'ordinanza poi chiede ad Ama di "incrementare" il numero dei mezzi di raccolta, ma non deroga all'obbligo di iscrizione all'Albo dei gestori ambientali previsto dall'articolo 212 del testo unico ambientale (dlgs 152/2006). Senza questa deroga i camion aggiuntivi privi di autorizzazione non riusciranno ad ottenerla nei tempi brevi previsti dall'ordinanza. Niente poi si dice sulla manutenzione degli impianti. Da anni è noto che tutti i Tmb del Lazio non stabilizzano i rifiuti: la Regione avrebbe dovuto prevedere un piano di manutenzione dei Tmb.

A questo si aggiunge il fatto che una serie di ordini impartiti direttamente ad Ama come l'ordine di approvare i bilanci 2017 e 2018 appaiono ultronei rispetto alla delega di legge e quindi disapplicabili", aggiunge Vignaroli. "Per risolvere la crisi di Roma, una crisi strutturale originatasi con la chiusura di Malagrotta e che gli eventi degli ultimi mesi hanno aggravato, è opportuno che ognuno faccia la sua parte in modo serio senza utilizzare la crisi che la Capitale sta vivendo a fini elettorali sulla pelle dei cittadini romani. Basta polemiche e battibecchi: a fronte dell'impegno del ministro dell'Ambiente Costa, le schermaglie politiche non sono tollerabili. Tra i due litiganti, il terzo gode: in questo continuo rimpallo tra Regione e Comune, a guadagnarci sarà la Lega.
A patto che tutte le istituzioni nel frattempo lavorino per risolvere il problema, una soluzione temporanea può essere quella di inviare i rifiuti fuori. Per esempio, recentemente in una missione nel Nord Europa con la Commissione Ecomafie che presiedo, ho trovato impianti affamati di rifiuti", conclude Vignaroli.

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