Sea-eye: "hanno bisogno di sbarcare il prima possibile”

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Dopo una settimana dal salvataggio la situazione della nave Alan Kurdi rimane ferma al punto di part...

Dopo una settimana dal salvataggio la situazione della nave Alan Kurdi rimane ferma al punto di partenza. La nave della Ong tedesca Sea-eye a largo di Malta, si trova senza un porto sicuro dove attraccare, senza ordini, con scorte di cibo e acqua in esaurimento e una tormenta in arrivo. Questa la situazione che hanno davanti agli occhi le potenze europee ancora una volta impassibili davanti alle richieste di aiuto di 64 persone: 50 uomini, 12 donne, 2 bambini. 

La Sea-eye continua a mandare appelli di umanità attraverso twitter che sembrano non smuovere alcuna coscienza, oggi stesso “Una donna di 24 anni è stata evacuata questa da bordo della AlanKurdi dopo che ha perso conoscenza e le sue condizioni mediche sono peggiorate. La permanenza a bordo mette in seria difficoltà la salute delle persone soccorse: hanno bisogno di sbarcare il prima possibile”

La Sea-eye, nell’attesa che un accordo sulla distribuzione delle persone salvate venga trovato dai paesi europei, si prepara quindi ad una battaglia legale a causa del fermo forzato dei naufraghi a cui è vietato lo sbarco da Malta e dall’Italia. L’Italia, che, con una proposta per salvaguardare la salute di donne e bambini a bordo ne ha proposto lo sbarco, ha denigrato il senso stesso di famiglia. L’Italia ha proposto la divisione di famiglie sottoposte fino ad ora ad un tremendo viaggio che, secondo alcuni testimoni intervistati sulla nave, durerebbe da anni. 

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