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Stop alle micidiali bombe a grappolo: non aderiscono USA, Cina, Russia e Israele

GINEVRA – Da oggi è vigore la convenzione firmata da 107 Paesi che mette al bando le bombe a grappolo e ne proibisce la fabbricazione.
Le bombe a grappolo sono bombe che contengono un certo numero di sub munizioni che, al funzionamento dell'ordigno principale (cluster), vengono disperse, secondo diversi sistemi, a distanza.
In genere le sub munizioni sono progettate per esplodere al suolo, ma spesso questi ordigni  non funzionano all'impatto col suolo, rimanendo parzialmente interrati e quindi invisibili e pericolosissimi;[MORE] molti produttodi di tali ordigni dichiarano percentuali di malfunzionamenti vicine al 5% ma durante l'ultimo conflitto nel Sud del Libano per molti di questi ordigni è stato calcolato che le percentuali abbiano raggiunto il 40-55%, con effetti devastanti sulla ignara e inconsapevole popolazione civile che ha visto coltivazioni di agrumi, di olive e di banane su cui si basa l'economia locale, diventare dopo i combattimenti veri e propri campi minati. In Afghanistan attualmente si cerca di bonificare ancora le PFM1, in gergo chiamate pappagalli verdi, eredita' delle guerra russo-afghana degli anni 80, che miete numerose vittime ancora oggi, nella popolazione civile.


Papa Benedetto XVI ha espresso, durante l'Angelus domenicale a Castelgandolfo, il suo totale appoggio e il suo plauso per l'entrata in vigore, proprio oggi, della Convenzione contro le bombe e le armi a grappolo, ed ha esortato tutti i paesi del mondo ad aderirvi, sottolineando la pericolosità di queste armi per la popolazione civile anche a distanza di diversi anni da quando la bomba è stata sganciata.

Purtroppo le nazioni che hanno il maggior numero di bombe a grappolo, Usa, Cina, Russia e Israele, non aderiscono alla Convenzione.
L’Italia pur aderendo, non ha ancora provveduto al procedimento di ratifica.
Un’iniziativa lodevole ma “amputata”, come spesso le vittime civili di queste armi, perché non sostenuta dai maggiori utilizzatori, sempre pronti tra l’altro, ad occuparsi delle bombe in casa altrui.