Un papà-nonno OMICIDA del suo figlio-nipote: arrestato
Cagliari, 22 NOVEMBRE 2011- Per anni ha abusato della figlia ma quando da quelle violenze e' nato un bimbo, il papa'-nonno non ha esitato a disfarsi del frutto dell'incesto e ha ucciso il piccolo. Dopo 15 anni da quell'atroce delitto i carabinieri del comando provinciale di Cagliari sono riusciti a individuare il colpevole e venerdi' hanno arrestato Stefano Casula ex operaio di 71 anni di Nuxis, nel basso Sulcis, con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Era il 25 febbraio 1996 quando un automobilista noto' un corpicino abbandonato tra i rifiuti, sotto a un cavalcavia all'entrata di Siliqua, paese a una trentina di chilometri da Cagliari.
Il bambino, appurarono gli inquirenti, era nato vivo.[MORE]
Pesava poco piu' di tre chili e mezzo ed era sano e forte quando la madre lo aveva dato alla luce. Qualcuno pero' lo aveva ucciso: l'aveva strozzato ficcandogli dei fazzoletti di carta in gola. Un crimine orrendo, reso ancora piu' odioso dai segni che il piccolo aveva sul corpo: lividi, fratture alla testa e segni sulla gola. Come se il suo assassino avesse cercato in piu' modi di togliergli la vita cui il piccolo si teneva aggrappato con la tenacia dei neonati. Il bimbo venne battezzato Giorgio, come il santo patrono di Siliqua, e sepolto nel cimitero del paese. Per anni il suo assassino e' riuscito a rimanere nascosto, nonostante gli sforzi dei carabinieri e del pm della procura della Repubblica di Cagliari, Alessandro Pili, titolare dell'inchiesta, che hanno sempre riaperto il fascicolo ogni volta che le nuove tecnologie hanno consentito di compiere passi in avanti nelle indagini.
Il corpo del neonato venne anche riesumato nel 2003 per prelevarne il Dna da confrontare con un possibile sospettato. La svolta pero' e' arrivata solo una decina di giorni fa, quando i carabinieri hanno raccolto una serie di informazioni grazie a delle voci di paese che hanno iniziato a passare di bocca in bocca, dilagate forse per il peso crescente sulle coscienze di chi sapeva. Cosi' gli inquirenti sono risaliti alla famiglia Casula e, venerdi', hanno bussato alla porta di Marinella, oggi casalinga di 41 anni, la madre del neonato ucciso, per prelevarle i Dna.
Ma prima ancora dell'accertamento, lei ha raccontato la sua verita' ai carabinieri. Ha ammesso di essere la madre del piccolo Giorgio, ha raccontato di aver partorito da sola e di averlo affidato a suo padre che era anche il papa' del piccolo.Giorgio era frutto di un incesto, di violenze andate avanti per anni. La donna viveva ancora con il padre e ora e' indagata per concorso in omicidio. I successivi accertamenti dei carabinieri del Ris hanno confermato la vicenda: il neonato trovato senza vita nel '96 era figlio della donna e di suo padre. L'uomo, gia' interrogato dal gip, si e' avvalso della facolta' di non rispondere, ed e' stato rinchiuso nel carcere Buoncammino a Cagliari.
(fonte AGI)
*fonte foto modeyes.com
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