Persone con demenza in ospedale: la Federazione Alzheimer Italia presenta le Linee di indirizzo
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Settembre 2026 – Riconoscere subito la fragilità cognitiva, coinvolgere i familiari come partner di cura, formare il personale sanitario, adattare gli ambienti ospedalieri e garantire continuità assistenziale dopo le dimissioni. Sono alcune delle azioni previste dalle Linee di indirizzo per la realizzazione di un Ospedale Dementia Friendly che la Federazione Alzheimer Italia presenta in occasione del XV Mese Mondiale Alzheimer e della XXXIII Giornata Mondiale Alzheimer del 21 settembre.
Per chi convive con una demenza l’esperienza in ospedale può rivelarsi molto stressante: l’ambiente estraneo, i ritmi della degenza, i diversi professionisti impegnati nella cura possono aumentare il rischio di disorientamento, cadute, perdita di autonomia e conseguenti complicanze cliniche. Per offrire ai luoghi di cura strumenti concreti in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni specifici delle persone con demenza e dei loro familiari, nel 2024 la Federazione Alzheimer Italia ha avviato il progetto “Dementia Friendly Hospital”, promuovendo un Tavolo di lavoro con diverse realtà ospedaliere italiane. Da questo percorso sono nate le Linee di indirizzo, elaborate con il contributo di neurologi, geriatri, psicologi e rappresentanti di familiari e persone con demenza. Il documento si basa sull'ascolto diretto di chi vive quotidianamente questa realtà: oltre 150 professionisti sanitari e circa 800 caregiver hanno condiviso la propria esperienza attraverso due questionari, contribuendo a individuare criticità, bisogni e possibili soluzioni.
DALL'ARRIVO IN OSPEDALE AL RIENTRO A CASA, LA PERSONA SEMPRE AL CENTRO
Le Linee di indirizzo propongono un percorso operativo articolato in otto tappe, per accompagnare gli ospedali nella costruzione di un’assistenza capace di rispondere ai bisogni specifici delle persone con demenza e dei loro familiari lungo tutto il percorso di cura: dal primo ingresso del paziente alla dimissione e al rientro sul territorio.
Il primo passo è l’identificazione precoce della fragilità cognitiva già al Pronto Soccorso attraverso strumenti di screening semplici e rapidi. A questa segue una valutazione multidimensionale che considera non solo gli aspetti clinici, ma anche quelli cognitivi, funzionali, nutrizionali e sociali, così da valutare una presa in carico realmente personalizzata.
Particolare attenzione va dedicata alla prevenzione e alla gestione del delirium, una sindrome frequente nelle persone con demenza ricoverate in ospedale che provoca disorientamento, alterazioni della coscienza e fluttuazioni emotive. Le Linee raccomandano di individuare tempestivamente i segnali di rischio, rivedere i farmaci che possono favorirne la comparsa, promuovere mobilizzazione e idratazione, favorire il regolare ritmo sonno-veglia e garantire riferimenti chiari per l’orientamento nello spazio e nel tempo.
Centrale è anche il ruolo del caregiver. Le indicazioni invitano gli ospedali a riconoscerlo come risorsa fondamentale per comprendere abitudini, preferenze, interazione e bisogni della persona ricoverata. Per questo viene raccomandata una maggiore flessibilità negli accessi ai reparti e il coinvolgimento dei familiari nella pianificazione dell’assistenza.
Per garantire continuità e coerenza lungo tutto il percorso di cura, il documento sottolinea l’importanza di una comunicazione strutturata tra i diversi professionisti coinvolti e dell’individuazione, ove possibile, di un referente di percorso: una figura capace di accompagnare la persona durante la degenza e favorire la condivisione delle informazioni tra le équipe e con i caregiver.
Viene poi posto l’accento sulla formazione continua del personale sanitario e sull’importanza di ambienti più accoglienti e facilmente comprensibili. Interventi spesso semplici e sostenibili, come una segnaletica più chiara, l’utilizzo di orologi e calendari ben visibili, la riduzione dei rumori, un’illuminazione adeguata e spazi dedicati ai familiari, possono contribuire a ridurre ansia e confusione.
Il documento sottolinea infine la necessità di programmare le dimissioni con anticipo, coinvolgendo in primis il caregiver e i professionisti della rete territoriale per garantire continuità delle cure e limitare il rischio di nuovi accessi in ospedale.
Il modello proposto è quanto più realistico e flessibile: ogni ospedale può adattare tempi, modalità e priorità alla propria organizzazione e alle risorse disponibili, valorizzando anche pratiche e interventi che spesso sono già presenti grazie all'esperienza maturata sul campo.
Alla base di queste Linee di indirizzo c’è un approccio che guarda alla cura nella sua complessità, intervenendo sulle tante dimensioni che contribuiscono al benessere della persona durante il ricovero: dalle caratteristiche del paziente a quelle del lavoro assistenziale e degli operatori, dall’organizzazione dell’équipe ai fattori organizzativi e ambientali fino al contesto istituzionale dell’ospedale - sottolinea Francesca Arosio, psicologa e psicoterapeuta della Federazione Alzheimer e rappresentante al Tavolo di lavoro – L’obiettivo è quello di costruire, passo dopo passo, una rete nazionale di ospedali che scelgono di mettere al centro la persona con demenza: non solo con la sua condizione clinica, che va spesso oltre il sintomo acuto che richiede l’accesso in ospedale, ma anche con la sua storia, le sue abitudini e le sue emozioni.
UNA RETE CHE CRESCE
Sono già quattro in Italia gli ospedali riconosciuti “dementia friendly” dalla Federazione Alzheimer: in provincia di Modena l’Ospedale Civile di Baggiovara (il primo a ottenere questo titolo) e l’Ospedale di Sassuolo, l’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (Como) e il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna. In questi luoghi sono già stati introdotti interventi concreti come formazione dedicata al personale, segnaletica semplificata, attività non farmacologiche per ridurre agitazione e stress, maggiore presenza dei familiari e percorsi strutturati di continuità assistenziale.
Gli Ospedali Amici delle Persone con Demenza sono un altro tassello del progetto Dementia Friendly Italia, che abbiamo avviato nel 2016 con l’obiettivo specifico di rendere il nostro Paese sempre più consapevole e capace di riconoscere i diritti e i bisogni delle persone con demenza. Accanto alle oltre 70 Dementia Friendly Community e ai numerosi interventi di formazione che hanno coinvolto scuole, farmacie, musei, pubblica amministrazione e servizi al pubblico, oggi si aggiunge anche l’attività per gli ospedali, che sono veri e propri punti nevralgici per le famiglie che convivono con la demenza. Gli sforzi vanno tutti nella stessa direzione: informare, contrastare lo stigma e favorire l’inclusione delle persone con demenza nella vita della comunità.
Una direzione che riflette anche il punto di vista di chi convive ogni giorno con questa condizione. Lo testimoniano per esempio le parole di Susana Inguil, persona con demenza vicina alla Federazione Alzheimer: Sarebbe bello che ci fossero tanti posti così... non solo musei ma anche mezzi di trasporto e ospedali dove possiamo sentirci accolti e capiti. Soprattutto gli ospedali perché sono luoghi dove si deve andare per forza e dove anche a me è capitato di perdermi e avere paura.
Le Linee di indirizzo complete sono disponibili a questo link. Gli ospedali interessati ad approfondire il progetto Dementia Friendly Hospital possono contattare la Federazione Alzheimer al numero 02 809767 o scrivendo a [email protected].
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