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Usa in prima linea in Libia

Caterina Gatti
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Usa in prima linea in Libia
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Gli Usa stanno disponendo le proprie forze militari attorno al perimetro circostante la Libia, disponendovi tutta la propria potenza di terra, navale ed aerea. Secondo il portavoce della Difesa Americana, David Lapan, l'azione non è per niente in contrasto con l'attuale linea adottata dall'Ue, che ha bloccato per via diplomatica nel pomeriggio di oggi, la libertà di Gheddafi limitatamente al suolo libico. Anzi, l'intensificazione delle forze militari statunitensi è una conseguenza dell'intensificarsi della richiesta da parte della comunità internazionale di porre fine al regime del rais, in carica da molti decenni. «I nostri strateghi sono al lavoro, e sul campo abbiamo molti piani per far fronte all'emergenza. Così può essere detto che in quest'ambito stiamo riposizionando le nostre forze navali e aeree per essere capaci di fornire opzioni e flessibilità, una volta che le decisioni sono state prese», commenta lo stesso Lapan.[MORE]

Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha ben specificato in che ottica va situato l'intervento degli Usa nella questione libica. L'obiettivo non è un controllo della zona, bensì il tentativo di creare le condizioni adeguate per dialogare « con quanti in Libia stanno lavorando per arrivare a un governo» che rispetti i diritti del popolo libico. Che Gheddafi venga esiliato rimane, algi occhi del portavoce, una semplice possibilità, nell'eventualità della quale però non è ancora chiaro il ruolo attivo degli Usa. Per adesso, è chiaro solo che secondo Hilary Clinton, Gheddafi sta usando «mercenari e teppisti» contro i civili. Il segretario di Stato americano ha poi aggiunto: «Per la gente in Libia è ormai chiaro: è tempo che Gheddafi vada via. Ora. Senza ulteriori violenze», e noi «dobbiamo sostenere la transizione nel mondo arabo: questo deve essere il nostro imperativo» ha aggiunto.

Anche il premier britannico David Cameron non ha escluso l'uso di «mezzi militari» nella crisi libica e ha chiesto ai vertici della Difesa di di predisporre gli strumenti per creare una zona di "non volo" (no fly zone) sulla Libia. «Stiamo facendo ogni mossa possibile per isolare il regime di Gheddafi, privarlo dei finanziamenti, restringere il suo potere e assicurare che i responsabili degli abusi sia portato davanti alla giustizia», ha detto Cameron al parlamento britannico. Tra le misure possibili per aumentare la pressione «non escludiamo affatto l'uso di mezzi militari», ha detto il primo ministro, sulla scia dell'intervento Usa.

 

 


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Scritto da Caterina Gatti

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