Zaia e Maroni contro i tagli alle Regioni: "Lombardia e Veneto non ci stanno"
MILANO, 14 SETTEMBRE 2014 - Lo sciopero fiscale è la minaccia che, congiuntamente, il presidente della Regione Veneto Zaia e il presidente della Regione Lombardia Maroni, hanno inviato a Renzi dal Quotidiano Nazionale e da Twitter.
Lo sciopero fiscale (cioè il mancato invio degli introiti delle tasse a Roma) partirà se Renzi non cambierà idea sui tagli alla sanità per le Regioni. Secondo i due presidenti, prima di tagliare, il Premier dovrebbe pensare a equiparare i costi per i centri ospedalieri di tutto il Paese.[MORE]
"(...)se ha le palle approfitti della situazione, obblighi tutti ad applicare i costi standard. La siringa, lo stent, il pasto in ospedale devono costare ovunque la stessa cifra" spiega Zaia, mentre Maroni rilancia dal proprio profilo Twitter. A scatenare le polemiche sono stati i 10 miliardi di Euro in meno, che costringeranno le Regioni a tirare la cinghia ancora una volta in fatto di spese sanitarie.
Per le Regioni, questo significa tagliare su un servizio primario. Per il Governo, però, è un po' tardi per parlare di sciopero fiscale: il taglio era già presente nel Patto con le Regioni, firmato anche dai due presidenti. "La sanità è un motore di ricchezza e crescita. Un vero e proprio volano del sistema imprenditoriale, sia sul versante tecnologico che su quello della ricerca" aveva spiegato il ministro Lorenzin, ponendo l'accento sulla questione. La notizia è in fase di aggiornamento.
Fonte: La Stampa
Annarita Faggioni
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