4 novembre: Mattarella e Conte all'Altare della Patria
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4 novembre: Mattarella e Conte all'Altare della Patria

domenica 4 novembre, 2018

ROMA, 4 NOVEMBRE - 4 novembre Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, in tutt’Italia celebrazioni a ricordo dello sforzo dei militari nell’assolvimento del dovere. A Bolzano le celebrazioni si sono svolte al mattino in piazza Walter con l’alzabandiera alla presenza del Commissario del Governo Vito Cusimano, del Sindaco Renzo Caramaschi e del Comandante delle Truppe Alpine Generale Claudio Berto. In piazza una compagnia delle diverse Forze Armate e i cittadini per questo momento di celebrazione nazionale. 

Le celebrazioni sono proseguite con la deposizione di corone d’alloro presso i cimiteri militari di San Giacomo. A cent’anni dal termine della Grande Guerra, anche la Russia è stata presente a Bolzano nel ricordare i suoi soldati morti qui cent’anni or sono. In piazza Walter è stata data lettura dei messaggi del Ministro della Difesa Trenta e del Presidente della Repubblica Mattarella che si sono soffermati sul valore del sacrificio e del ricordo. “Quando tutto sembrava perduto, il Paese trovò sulle trincee e sul fronte interno le energie per riprendersi e capovolgere le sorti del conflitto. – ricorda il messaggio del Capo della Stato - Oggi, all’Altare della Patria, poi al Sacrario di Redipuglia, quindi a Trieste, renderò omaggio, a nome di tutti gli italiani, ai caduti nelle guerre che hanno visto impegnato il nostro Paese e a quanti, in tutti questi anni, hanno perso la vita per la sicurezza e la pace tra i popoli. (…) Nei sacrari e nei borghi rimane il monito delle sofferenze patite da coloro che hanno lottato per l’unità e la libertà della nostra Patria: un messaggio che dice pace, rivolto in particolare alle nuove generazioni affinché le aberrazioni perpetrate dalla guerra contro l’umanità non debbano più ripetersi.” 

La Grande Guerra “portò gli italiani, per la prima volta nella storia, a sentirsi parte di una collettività nazionale e a combattere, uniti, per quella che sentivano essere la loro Patria. – Ha evidenziato il Ministro Trenta - In cento anni di storia, attraverso alterne vicende, l'Italia ha proseguito il suo cammino di sviluppo e progresso, ed è cresciuto, nelle coscienze e nelle leggi, lo spirito della democrazia, della libertà e si è rafforzata la vocazione alla pace, parola consacrata solennemente nella nostra Carta Costituzionale.” VIl Comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, massima autorità militare, nel ricordare i numeri terribili di quel conflitto ha posto l’accento sul sacrificio partito su tutti i fronti, sacrificio da cui nacque un’Europa democratica e tollerante.

Messaggio del Presidente Mattarella in occasione del Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 4 novembre, Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, ha inviato il seguente messaggio:

«Commemoriamo oggi, con il centenario della conclusione del primo conflitto mondiale, la raggiunta Unità d’Italia, meta del lungo percorso risorgimentale.

La giornata dedicata alla Festa dell’Unità Nazionale ricorda la vittoria delle forze dell’Intesa contrapposte agli Imperi Centrali in una guerra dalle distruzioni e devastazioni tali da gettare per lunghi anni l’intero continente europeo nell’abisso più profondo, come mai era accaduto prima nella lunga storia dell’umanità.

Cento anni orsono, le battaglie del Piave, fiume divenuto sacro per il sacrificio di tanti concittadini, segnarono la volontà di risposta di uomini duramente provati dagli anni trascorsi nelle trincee, eppure decisi a prevalere in quella che era avvertita come la quarta guerra di indipendenza.

Quando tutto sembrava perduto, il Paese trovò sulle trincee e sul fronte interno le energie per riprendersi e capovolgere le sorti del conflitto.

La resistenza sugli altopiani, sul Grappa, sul Piave, l’azione di Premuda e poi l’epilogo di Vittorio Veneto raccontano una storia della quale gli italiani sono legittimamente orgogliosi.

Militari provenienti da ogni contrada d’Italia, uniti sotto il Tricolore, avevano, con grande dedizione, portato a compimento il tanto sospirato sogno risorgimentale. Trento e Trieste erano ricongiunte alla madrepatria.

Accanto alla memoria degli umili eroi che resero possibile quel risultato, emblematicamente riassunta nella figura del Milite Ignoto, rendiamo omaggio alla popolazione civile, dentro e fuori le zone di guerra.

Rendiamo omaggio alle donne, che sulle proprie spalle hanno portato il fardello più grande. Madri, spose e sorelle che presero il posto di chi partiva per il fronte: per sopravvivere e mandare avanti il Paese. In troppi casi, attesero invano il ritorno dei propri cari.

L’Italia intera, le famiglie, ebbero a sopportare un peso indicibile che ne segnò la vita nel profondo: quel patrimonio morale va onorato.

Oggi, all’Altare della Patria, poi al Sacrario di Redipuglia, quindi a Trieste, renderò omaggio, a nome di tutti gli italiani, ai caduti nelle guerre che hanno visto impegnato il nostro Paese e a quanti, in tutti questi anni, hanno perso la vita per la sicurezza e la pace tra i popoli.

Alle Forze Armate, protagoniste in questa giornata, indirizzo il riconoscente pensiero della Repubblica.

La loro storia è testimonianza di un servizio prezioso reso alla indipendenza d’Italia.

Nei sacrari e nei borghi rimane il monito delle sofferenze patite da coloro che hanno lottato per l’unità e la libertà della nostra Patria: un messaggio che dice pace, rivolto in particolare alle nuove generazioni affinché le aberrazioni perpetrate dalla guerra contro l’umanità non debbano più ripetersi.

Rivolgo un saluto particolare a tutti i militari impiegati all’estero nell’ambito delle missioni a salvaguardia della pace e rivolte alla difesa dei diritti umani e al sostegno dei più deboli. Dal Libano alla Lettonia, dal Kosovo all’Afghanistan, dall’Iraq a Gibuti, negli Emirati Arabi, in Mar Mediterraneo, in Niger, in Libia, in Somalia e a quanti operano sul territorio nazionale in concorso con le forze di polizia.

Giunga a voi tutti e alle vostre famiglie l’abbraccio dell’Italia.

Soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della Difesa.

La professionalità, l’abnegazione, il senso di solidarietà e di umanità con cui assolvete al vostro dovere è di straordinario esempio. Il giuramento di fedeltà alla Repubblica e ai suoi valori sia sempre la vostra consegna.

Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia!»


Messaggio del Ministro della Difesa, dott.ssa Elisabetta Trenta in occasione del Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate 

Uomini e donne della Difesa,

oggi celebriamo il Giorno dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.

Non è un 4 novembre come altri: oggi è il 4 novembre che segna il centenario della Vittoria italiana all'esito della prima guerra mondiale.

Fu quella una guerra di popolo, con una moltitudine di Eroi: militari e civili, uomini e donne, gente del Nord e del Sud, tutti uniti in uno sforzo corale, epico e condiviso, nel quale le Forze Armate furono protagoniste al servizio di un Paese ancora giovane e fragile.

In quella guerra si concentrò l'essenza di un conflitto che, oltre a coronare il sogno risorgimentale dell'unità territoriale del Paese, portò gli italiani, per la prima volta nella storia, a sentirsi parte di una collettività nazionale e a combattere, uniti, per quella che sentivano essere la loro Patria.

In cento anni di storia, attraverso alterne vicende, l'Italia ha proseguito il suo cammino di sviluppo e progresso, ed è cresciuto, nelle coscienze e nelle leggi, lo spirito della democrazia, della libertà e si è rafforzata la vocazione alla pace, parola consacrata solennemente nella nostra Carta Costituzionale.

Nella fedeltà a questi ideali, le Forze Armate di oggi guardano con orgoglio alla loro storia, una storia di eroismo e di sacrificio, di fedeltà al Paese e di sostegno alle politiche internazionali di supporto alla stabilità e alla sicurezza.

Ma è soprattutto il Governo che rappresento che guarda con orgoglio, stima e ammirazione il vostro operato, in Italia e all'estero.

Credetemi, la consapevolezza di ogni difficoltà che vi trovate ad affrontare è forte e sincera.

Siete la spina dorsale del nostro Paese e vado fiera della vostra profonda professionalità.

In questa cornice, avete e avrete sempre tutto il mio sostegno e quello dello Stato.

L'impegno solenne che deve orientare oggi la nostra azione è l'impegno di un'Italia fiera della propria storia, riconoscente e grata a chi ha dato la vita in suo nome, capace di trasmettere alle nuove generazioni le ragioni e i valori che ci accomunano e ci fanno amare il nostro Paese.

Di questo sono profondamente convinta.

Soprattutto se riusciremo a recuperare, come cittadini, quell'entusiasmo e quella fiducia dei primi anni in cui la nostra giovane Italia, finalmente unita, prese coscienza di sé.

Grazie per il vostro lavoro!

Viva il 4 Novembre

Viva le Forze Armate

Viva l'Italia





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