Gorgona, dall'isola dei diritti un "appello" per la tutela degli animali

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GORGONA (LI), 28 LUGLIO 2015 A meno di 40 km dal centro di Livorno, Gorgona è la pi&ugra...

GORGONA (LI), 28 LUGLIO 2015 A meno di 40 km dal centro di Livorno, Gorgona è la più piccola delle isole dell’arcipelago toscano. Poco più di 200 ettari verdeggianti di pini, larici e vigneti. Grandi suggestioni paesaggistiche, ma anche lontananza dai flussi turistici, ed un motivo per ciò vi è: vi ha sede infatti l’ultimo penitenziario italiano. Un carcere “verde”, che mira all’effettiva riabilitazione dei detenuti più che alla “pena” in se stessa.

“Restituire persone migliori”, recita il cartello posto ben in vista vicino all’imbarcadero utilizzato dalle poche imbarcazioni autorizzate all’attracco. Tra gli elementi posti alla base della rieducazione dei detenuti vi è il lavoro all’aria aperta e senz’altro la cura per gli animali. Questi ultimi sono "residenti" sull'isola come animali di compagnia o impiegati per la produzione di latte e formaggi e solo occasionalmente di carne.

Alla Gorgona la tutela dei diritti è curata a livello di detenuti, ma anche di paesaggio e degli animali, ai quali talvolta detenuti e guardie carcerarie hanno attribuito persino un nome, come nel caso della mucca Valentina e della maialina Bruna, “adottate” tempo fa da una scolaresca in visita.

A ben vedere, si è realizzata una convivenza non violenta tra animali, natura ed uomo, che a giudizio di esperti del settore riveste una rilevanza educativa per i carcerati. Ora pare che gli equilibri dell’isola siano in pericolo, a causa della cessione delle attività produttive da parte dell’amministrazione penitenziaria ad un privato.

Per alcune bestie vi sarebbe quindi il rischio di soppressione ( a mezzo di macellazione) in tempi brevi. Ecco allora che nei giorni scorsi è stato redatto un formale “Appello per la Gorgona , isola delle buone pratiche nella relazione umano-animale”.

L’appello mira alla salvaguardia o quanto meno ad evitare una morte cruenta per gli animali che si trovano sull’isola. Tra i sottoscrittori del documento, promosso dalla Lega anti vivisezione, vi sono esponenti del mondo accademico, dello spettacolo, dell’informazione, della scienza.

Dopo anni lontano dalla violenza che li ha condotti sull’isola, per i detenuti non sarebbe il massimo dover nuovamente “familiarizzare” con essa, se venisse installato un impianto di macellazione per quegli animali divenuti ormai quasi dei “compagni di vita” a tutti gli effetti.

Raffaele Basile

 

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