Napolitano elogia l'orgoglio nazionale degli italiani: "C'era bisogno di unità"
ROMA 24 DICEMBRE 2011 - “ C'era un bisogno di recupero dell'orgoglio nazionale”. Questa la dichiarazione del presidente della Repubblica, Napolitano, in un intervista al Corriere della Sera , a conclusione delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. “ Si avvertiva che l'Italia aveva perduto terreno, aveva visto offuscarsi la propria immagine, il proprio prestigio, la propria dignità...e la gente ha reagito” “ con i nostri appelli, le nostre iniziative, le nostre sollecitazioni, abbiamo portato in superficie la riserva di sentimenti, cultura, capitoli storici e valori simbolici che evidentemente erano stati interiorizzati in profondità, nonostante tutto”.[MORE]
Napolitano fa dunque un bilancio positivo delle celebrazioni, che hanno “riscosso un grande successo di partecipazione” e rappresentato “ una lezione secca per gli scettici”. Infatti, le celebrazioni sono state viste come l'occasione “ colta da molti italiani per far nuovamente sentire più forte...il nostro ruolo in Europa e nel mondo”. L'Italia è in crisi , ma per il presidente sfide e rischi sono superabili “ ce la faremo, usciremo dal tunnel...con l'arma vincente della coesione sociale e nazionale”. Per il capo dello Stato, inoltre, è indubbio che la globalizzazione possa determinare la perdita della propria identità locale o nazionale, ciononostante non ritiene infauste “ le spinte centrifughe o che esse non risultino dominabili e superabili. Comunque non ritengo che vi siano, nel nostro continente, piccole patrie in cui ci si possa sentire espropriati di sovranità per effetto del processo di costruzione dell'Europa unita”.
Infine, il presidente giudica infondati gli argomenti di chi pensa ad un continuo disgregamento dell'unità nazionale “ho confutato sistematicamente argomenti scarsamente fondati su una fatale dissoluzione della nostra unità nazionale o su una sua antica e nuova immaturità o irrealizzabilità.”, non solo non ha negato ma ha riconosciuto che tra le maggiori lacune del processo di unificazione c'è “la questione meridionale. Si tratta, ovviamente, di un tema di riflessione e di ricerca centrale non solo per chi vive e opera nel Mezzogiorno, ma per chiunque abbia a cuore le sorti e le prospettive dello sviluppo complessivo dell'economia e della società italiana e del rafforzamento dello Stato nazionale. Uno Stato che, fin dagli anni di quella solenne riflessione e anticipazione di futuro che fu il dibattito in Assemblea costituente, ci siamo impegnati a riformare, innanzitutto nel senso di correggerne il vizio originario: e cioè l'impronta di una forte centralizzazione, quasi una forzosa riduzione all'uniformità, sia pur storicamente inevitabile negli anni immediatamente successivi al compimento dell'unità, è il vizio originario del nostro Stato”. In questo senso c'è ancora molto da fare, anche se non posso improvvisare alcuna breve ricetta nella risposta su questo punto".
foto da sorrisi.com
Maria Assunta Casula
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