Addio ad Eli Wallach, il brutto di Leone con l'Oscar alla carriera
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Addio ad Eli Wallach, il brutto di Leone con l'Oscar alla carriera

mercoledì 25 giugno, 2014

NEW YORK, 25 GIUGNO 2014 - In Italia diranno tutti: è morto il brutto, riferendosi al ruolo di Tuco ne Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, ultimo film della trilogia del dollaro. Ma Eli Wallach, 98 anni, spentosi martedì a New York,  è stato un attore prolifico fino agli ultimi anni di una lunga carriera, che ha contemplato molti altri ruoli, tra cui quello di grandissimo spessore di Baby doll (1956, Elia Kazan), in cui interpreta un proprietario d'una piantagione di cotone che prova a sedurre la moglie vergine (Carroll Baker, giovanissima) del rivale in affari (Karl Malden). In totale è apparso in oltre 80 film, offrendo interpretazioni sempre vivaci, anche in contesti impegnativi e famosi come I magnifici sette, Lord Jim, Gli spostati, Il grande inganno.  [MORE]

Una carriera, quella di Eli Wallach, divisa tra grande schermo, televisione e teatro. Nel 2010 ha ricevuto l'Oscar onorario per i suoi "indimenticabili personaggi" interpretati lungo tutta una vita. Nativo di Brooklyn, aveva cominciato a calcare il palco negli anni '50, imponendosi ne La rosa tatutata di Tennessee Williams, con cui vinse un Tony Award, e nel revival di George Bernard Shaw Major Barbara

La collaborazione teatrale con Tennessee Williams proseguì con Camino Real, un ruolo che accettò accantonando l'offerta di interpretare il personaggio di Maggio in Da qui all'eternità, che fruttò invece un Oscar a Frank Sinatra. Ma Wallach dichiarò di non avere rimpianti. Con lo spaghetti western di Leone, accanto a Clint Eastwood e Lee Van Cleef, la sua notorietà sale alle stelle. In Italia tornerà spesso:  Giuseppe Colizzi lo volle per I quattro dell'Ave Maria con Bud Spencer e Terence Hill, mentre nel '71 prese parte a Viva la muerte... tua! di Duccio Tessari, nel '76 Sergio Corbucci lo diresse ne Il bianco, il giallo, il nero. Non solo western in Italia: nel 1973 Maurizio Lucidi lo pretese al fianco di Ursula Andress e Fabio Testi ne L'ultima chance, nel 1975 Alberto Bevilacqua lo incluse nella commedia Attenti al buffone, mentre bel 1978 fu la volta di Bruno Corbucci, che gli riservò un ruolo nel poliziottesco Squadra antimafia.

Dagli anni '80 è stato molto attivo soprattutto in televisione, senza rinunciare ad occasionali comparse accanto ad altri grandi di Hollywood (Kirk Douglas e Burt Lancaster, Due tipi incorregibili, Jeff Kanew, 1986). Prende parte anche alla saga de Il Padrino (Parte III, Francis Ford Coppola, 1990).

Continua a lavorare fino agli ultimi anni anche dopo aver compiuto 90 anni e ad aver ottenuto, qualche mese prima dei 95 l'Oscar alla carriera. Nel film di Roman Polanski Ghost Writer (2010), ricopre il ruolo di un misterioso vecchio che vive a Martha Vineyard. Partecipa anche al film di Oliver Stone Wall Street: Il denaro non dorme mai. Non ha mai smesso di calcare il palcoscenico e a chi gli chiedeva perché rispondeva: "Che potrei fare? Io amo recitare".

Nel 2005 scrisse una brillante autobiografia dal titolo Il Buono, il Cattivo ed io: nei miei aneddoti. Wallach lascia tre figli, Peter David, Roberta e Katherine.

A.M.

 


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