Amianto,ancora troppe vittime in Italia

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TORINO, 24 NOVEMBRE 2011 – Oggi a Torino si confronteranno 100 esperti per parlare delle nuo...

TORINO, 24 NOVEMBRE 2011 – Oggi a Torino si confronteranno 100 esperti per parlare delle nuove terapie per contrastare il mesotelioma di cui sono principalmente vittime in Italia coloro che per lungo tempo sono stati esposti all’amianto. Gli esperti si confronteranno sulla base dei dati diffusi oggi, dati che mettono in luce una situazione ancora davvero troppo preoccupante. Infatti a tutt’oggi in Italia sono vittime dell’amianto 3000 persone ogni anno, di cui circa 1200 appunto per mesotelioma. Proprio al Piemonte, in cui aveva sede la più grande fabbrica di prodotti di eternit del paese, spetta il triste primato di circa 200 malati ogni anno. Dobbiamo ricordare in proposito, che a 20 anni  dalla messa al bando nel nostro paese di un prodotto come l’eternit, ne restano ancora 32 mln di tonnellate da smaltire. Anche questo sarà dunque tema di cui si discuterà oggi.


Già lo scorso aprile si era dibattuto, sempre a Torino, su questo delicato argomento in un convegno dal titolo “ A che punto è la notte “ promosso dal Civ ( Consiglio di Indirizzo e Vigilanza ) il cui obiettivo era quello di riportare all’attenzione pubblica il problema dell’amianto e delle malattie causate dalla esposizione a questa sostanza. Si è cercato, inoltre, di fare il punto sullo stato degli interventi normativi previsti dalla legislazione vigente sulla materia. Nonostante, infatti, si sia arrivati con la legge 257 del 1992 a vietare definitivamente nel nostro paese l’estrazione,l’importazione, l’esportazione, la produzione e il commercio di amianto e di prodotti che lo contengono secondo Franco Lotito, presidente del Civ dell’Inail, la legislazione in materia sembra essere ancora piuttosto farraginosa e inadeguata. Come abbiamo già sottolineate in base ai dati forniti oggi, nonostante il bando del 1992, la sostanza è ancora molto diffusa negli ambienti di vita e di lavoro e può essere causa di patologie, come il già citato mesotelioma, caratterizzato da un periodo di latenza che può raggiungere anche i 40 anni. Già un anno fa, in occasione della giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, il Civ aveva presentato la proposta dell’istituzione presso il Ministero del lavoro di un tavolo in cui riunire tutti i soggetti interessati per elaborare insieme un Testo unico che accorpi tutta la normativa in materia. Proposta presentata di nuovo quest’anno in occasione del convegno di Torino dello scorso aprile. L’impegno dell’Inail nella lotta all’amianto si rivolge quindi sia sul fronte sanitario che sul fronte strettamente legato alla prevenzione.


Per quanto riguarda il lato della prevenzione ancora molto si deve fare soprattutto in termini di bonifica del territorio da questo materiale altamente dannoso per l’uomo. Negli ultimi anni, grazie anche agli incentivi e ai contributi regionali, sono aumentati gli interveti di smaltimento effettuati da aziende specializzate su indicazione di precisi decreti ministeriali. Per quanto riguarda il lato della salute nonostante i notevoli passi avanti fatti sul fronte delle cure per il mesotelioma ancora troppe sono le vittime di questa patologia. Vittime che, con l’emanazione del decreto che contiene le norme che regolano la legge istitutiva del Fondo per le vittime dell’amianto pubblicato il 13 gennaio scorso dai Ministri del lavoro e dell’Economia, non si sentono ancora del tutto tutelate anche se si dicono soddisfatte di questa prima, anche se parziale, vittoria. Obiettivo loro e dei loro familiari rimane quello, per cui da anni si battono , del rischio zero.
Daniela Dragoni

 

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