Ansia da separazione: un problema reale che va affrontato per il benessere del vostro cane

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ROMA, 03 FEBBRAIO 2015 - L'ansia da separazione è uno dei problemi che affliggono ...

 ROMA, 03 FEBBRAIO 2015 - L'ansia da separazione è uno dei problemi che affliggono maggiormente gli umani nel rapporto con il loro amico a 4 zampe. 

I primi mesi della mia vita ne soffrivo anche io, non volevo stare da solo in casa, senza il mio papà, nemmeno per brevi periodi di tempo. Che poi in realtà, io non restavo mai molto tempo senza la compagnia del genere umano, poiché quando papà era a lavoro, con me c'era lo zio Emi, oppure la nonna. A volte, invece,  venivano a farmi compagnia delle amiche del mio "umano". Capitava, però, che dovessi restare senza balia per qualche mezz'ora, giusto il tempo per consentire a papà di andare a fare la spesa o commissioni di altro tipo. 

Capivo in anteprima che sarei rimasto senza la presenza umana.  Non appena vedevo papà indossare la divisa da lavoro o sentivo il rumore delle chiavi, iniziavo ad agitarmi, a brontolare, a piagnucolare e, una volta chiusa la porta, sprofondavo nella disperazione. Ansimavo, ululavo, strappavo quello che mi capitava a tiro e riempivo casa di pipì in zone inappropriate. Mi sentivo solo, abbandonato, senza più certezze e l'unico mio desiderio, era ricongiungermi con papà, stare al sicuro tra le sue braccia e farmi riempire di baci. I danni che combinavo non erano "dispetti", come molte persone sostengono, ma delle proiezioni e reazioni del mio malessere. 

Sentivo  papà addossarsi la colpa dei miei comportamenti, pensava di essere  lui il responsabile della mia sofferenza e cercava continuamente di rassicurarmi ed invitarmi a smettere di trasformarmi in furia distruttiva in sua assenza. Dopo 3 settimane che facevo parte della sua vita, mi ha portato con lui a Roma per scegliere una sorellina che mi avrebbe fatto compagnia  per quando lui non sarebbe stato in casa. L'arrivo di NaLi, però, non ha cambiato la situazione, anzi, avevo un complice, un alleato negli attacchi da compiere al divano, alle tende, alle porte e ai muri. Sì insieme, abbiamo grattato anche i muri di casa, pensavamo infatti, di scoprire un portale segreto che ci conducesse direttamente dal nostro Papy. 

Quella che per noi era una classica ansia da separazione, per lui era diventata una vera condizione di stress emotivo. Soffriva, perché pensava di non essere un bravo genitore, finché decise di affrontare il problema con uno specialista del mondo canino. In realtà gli venne comunicato, dopo un'accurata analisi, che lui non era esattamente colpevole della nostra "patologia", ma reo di alimentarla attraverso comportamenti sbagliati che invece di diminuirla, la rafforzavano con segnali erronei. 

Un cane va abituato gradualmente a restare solo in casa, prima per pochi minuti, anche semplicemente uscendo dalla porta per rientrare subito dopo. Lui questo lo faceva, ma sbagliava momento per rientrare, ovvero, non appena ci sentiva piangere apriva di scatto la porta e ci abbracciava. Avrebbe dovuto  farlo, invece, non appena ci fossimo calmati. Un altro appunto che voglio fargli consiste nei saluti, con annessi baci e abbracci, prima di uscire e poi al suo ritorno. Quando tornava dal lavoro, dopo che noi avevamo passato una giornata con la nonna o con una baby sitter pagata con i voucher, dopo averci portato a fare la passeggiata, prendeva in braccio me e NaLi e ci coccolava sul letto o sul divano. Erano, però, coccole da militare reduce del Vietnam tornato da un periodo di guerra, non sane quindi, perché ci faceva sentire completamente dipendenti da lui. Il segreto consiste nel cercare di porre un limite alle effusioni, di evitare di salutare come se fosse l'ultima volta che state guardando gli occhi del vostro cane quando uscite o riempirlo di attenzioni quando rientrate. Adesso quando papà rientra in casa, se gli saltiamo addosso per slinguazzarlo, lui ci ignora per qualche minuto, poi, non appena ci siamo calmati ci fa le feste, ma sempre con moderazione. In sua assenza ci lascia dei giochi interattivi a disposizione, prima di uscire ci porta a correre nel quartiere e durante la giornata, per scelta responsabile, per alcuni momenti, pone una sorta di distacco. Purtroppo, però, non sempre basta mettere in pratica questi piccoli accorgimenti con un cane che soffre di ansia da separazione. Spesso è necessario l'intervento di un comportamentalista che tracci il profilo psicologico del vostro amico, che individui la causa del disturbo e che vi illustri una terapia comportamentale da seguire. 
Non adeguatevi a chi sostiene che l'ansia non sia un problema reale, lo è e può causare conseguenze serie, va affrontata come qualsiasi altra patologia, ma facendo sempre riferimento a persone preparate e competenti. 

Aaron

 

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