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Antonia Caprella: L’amore Gay

Lazio > Roma

Arrivano, dal direttore del giornale, le lodi per il lavoro svolto da Stefano... arriva anche la tanto attesa promozione. Tutti i suoi colleghi si congratulano con lui. Stefano ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro di Simone nel progetto. I due amici che da mesi abitano in un bilocale nel centro storico dividendo le spese dell'affitto, decidono di cenare fuori per festeggiare la promozione. Seduti al tavolo del ristorante, una strana atmosfera li circonda... si sentono come sospesi nell’aria, in attesa che succeda qualcosa di inevitabile. Bevono champagne, ma mangiano poco; sono silenziosi; evitano di guardarsi... e quando i loro occhi si incontrano, avvertono entrambi uno scompiglio emotivo.

“Non ho più scampo... Ormai sono tuo!” pensa Stefano, mentre sente il tocco leggero della mano di Simone che sfiora la sua.
“Non puoi sfuggirmi... Ormai sei mio!” pensa Simone, cercando lo sguardo sfuggente e infuocato del suo compagno.

“Andiamo a casa?” gli chiede con la voce arrochita dall’emozione... Sono mesi che aspetta in silenzio questo momento. Stefano lo guarda: ha la mente confusa da una forte eccitazione.
“Andiamo!” gli risponde deciso.

In macchina, durante il tragitto di ritorno, tacciono... sono le loro mani che si cercano. A metà strada, Simone ferma la macchina e si accosta al marciapiede, che è avvolto nella penombra, rischiarato solo da un fievole lampione. Si trovano abbracciati, uniti in un lungo bacio. Si staccano a malincuore e ripartono.

“È una storia che inizia e finisce qui!” borbotta Stefano, consapevole e imbarazzato dalle implicazioni del suo lasciarsi andare a quella fatale attrazione.
“Fattene una ragione... non puoi cambiare il destino.” gli consiglia Simone “Se non riesci a cambiare i tuoi sentimenti, devi accettarli così come sono.”
Arrivati a casa, sentono entrambi il desiderio di scoprirsi e lo fanno lì, nell’ingresso della loro casa.

La mattina seguente, Stefano ha un attimo di turbamento quando si sveglia e si ritrova accanto a Simone. Il ricordo dell’esperienza vissuta con lui non lo sconvolge, ma insinua nel suo cuore una lieve sensazione di disagio; lo guarda dormire accanto a sé e gli fa una carezza sul viso.
“Come stai?” gli chiede Simone senza aprire gli occhi: ha paura di guardare l’espressione del suo compagno.
“Sto bene!” risponde lui pensieroso “E tu?”. Simone si mette seduto sul letto e si ritrovano ancora abbracciati; Simone è felice, mentre Stefano, ancora pervaso da un senso di disagio, mormora:
“...non c’è bisogno che lo sappia nessuno!”
“È solo affar nostro! Nessuno ha il diritto di giudicare.” lo tranquillizza il compagno.
“Adesso sono felice, amore mio! Mi sento come un naufrago che approda su un’isola sicura... Al diavolo le convenzioni e il giudizio della gente... ho ritrovato la pace con me stesso.” continua Simone, mentre con fare dolce e deciso lo invita a rimettersi a letto.

Più tardi, quando Stefano si chiude nel bagno, si sofferma a guardarsi nello specchio.
“È questo quello che vuoi?” si domanda, con una punta di angoscia nell’anima.

Gli vengono in mente le parole che Simone gli ha detto in macchina: Fattene una ragione... non puoi cambiare il destino.
Riflette un po’, e poi si domanda perplesso: “E se il mio destino fosse Isabella?” Pensa a lei, rivive la passione che hanno scatenato in lui le due volte che sono stati insieme,

Dall'amicizia all'amore il passo è breve … c'è solo la distanza di un soffio.

Antonia Caprella