Appalti porto di Molfetta: No del Senato all'uso delle intercettazioni di Azzolini

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ROMA, 4 DICEMBRE 2014 - Il Senato ha votato “no” alla richiesta avanzata dalla Procura d...

ROMA, 4 DICEMBRE 2014 - Il Senato ha votato “no” alla richiesta avanzata dalla Procura di Trani di autorizzare l’uso delle intercettazioni del senatore Antonio Azzolini (Ncd). Un’istanza, quella dei magistrati di Trani, che rientra nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del porto di Molfetta.

L’Aula di Palazzo Madama, con 160 sì e 36 no, poche ore prima che iniziasse la sessione di bilancio, ha votato a “difesa” del senatore Antonio Azzolini, attuale presidente della commissione Bilancio, che del Comune di Molfetta, all’epoca dei fatti posti sotto le indagini della Procura di Trani, fu sindaco. Antonio Azzolini è indagato dal gennaio scorso per una presunta frode da ben 150 milioni di euro legata, per l’appunto, ai lavori di realizzazione del nuovo porto pugliese.

Secondo l’accusa, l’ex sindaco di Molfetta ideò ed era a capo di quello che nell’indagine viene definito “sistema Molfetta”, ovvero un’associazione per delinquere costituita da pubblici amministratori e imprenditori, al fine di commettere delitti contro il patrimonio, la fede pubblica e la pubblica amministrazione. Per tali ragioni nell’ottobre del 2013, Antonio Azzolini fu raggiunto da un avviso di garanzia per i reati di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, reati ambientali, truffa e falso.

Le indagini, che potrebbe volgere presto a termine, hanno accertato che grande quantità di danaro fatto pervenire al comune di Molfetta, la cui destinazione era la costruzione del porto, è stato invece utilizzato per evitare il default della stessa amministrazione, nel consapevole e illegittimo utilizzo di fondi pubblici. Inoltre, nonostante la giunta Azzolini a partire dal 2005 fosse al corrente dell’ingente presenza, sui fondali portuali, di ordigni bellici inesplosi, decise di appaltare nel 2007 i lavori per l’edificazione della diga foranea e del nuovo porto commerciale. In barba a qualunque salvaguardia ambientale e non solo. Ma tant'è, il voto del Senato ha deciso di salvaguardare la posizione di Antonio Azzolini.

Naturalmente non sono mancate critiche con il capogruppo del M5S in commissione Giustizia di Palazzo Madama, Enrico Cappelletti, che ha così commentato: «Azzolini è indagato per truffa allo Stato, associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali nell’inchiesta che lo vede coinvolto nello scandalo sul porto di Molfetta». «Renzi e Salvini - ha aggiunto Cappelletti - vanno in tv a parlare di lotta alla corruzione e legalità. Tutte balle. Nei fatti in parlamento Pd e Lega vanno a braccetto per non permettere un completo svolgimento delle indagini alla magistratura, negando l’utilizzo di intercettazioni telefoniche su un senatore indagato per gravissimi reati. Solo Movimento 5 Stelle e Sel hanno votato favorevolmente all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche».

(Immagine da nanopress.it)

Giovanni Maria Elia

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