Asl Treviso, infermiera sospettata di non somministrare vaccini: richiamati 500 pazienti

33
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
TREVISO, 20 APRILE- Ad essere sospettata di non aver eseguito vaccini a circa cinquecento pazienti &...

TREVISO, 20 APRILE- Ad essere sospettata di non aver eseguito vaccini a circa cinquecento pazienti è un’infermiera arrivata all’Asl 2 di Treviso con concorso di mobilità, ora soggetta a un provvedimento disciplinare per le dovute verifiche.


Secondo quanto riportato da alcuni colleghi, la donna fingeva di somministrare i vaccini e poi buttava le fiale ancora piene nel bidone dei rifiuti, registrando l’avvenuta profilassi.
A far insospettire sarebbe stato il fatto che i bambini non piangessero durante la vaccinazione.


In realtà non si tratta di un nuovo caso, perchè la questione era stata già segnalata nel giugno 2016 al Nas, ma l’Asl era stata ostacolata nella verifica dei sospetti per via dell’obbligo del segreto istruttorio e l’unica azione possibile era stata quella di trasferire l’infermiera ad altro incarico.
A marzo 2017, su richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari aveva archiviato il caso «in assenza di ulteriori elementi a carico».


Dopo il decreto di archiviazione l’Asl 2 della regione ha intrapreso delle valutazioni sierologiche su alcuni pazienti e da questo riscontro è emerso che molti dei bambini vaccinati dall’assistente sanitaria non avesse sviluppato i dovuti anticorpi e il 10 aprile la Direzione del Dipartimento di Prevenzione, in base agli elementi in possesso, ha ritenuto che l’assistente sanitaria non avesse effettivamente eseguito la profilassi.


Tutto ciò è stato quindi segnalato al proprio Ufficio Provvedimenti Disciplinari e alla Procura della Repubblica di Treviso, che ora, come ha affermato il Procuratore Michele Dalla Costa, sta valutando la possibilità di riaprire le indagini sull’infermiera.


Intanto, l’Asl ha fissato delle giornate vaccinali speciali il 24 e 28 aprile e il 2 e 6 maggio contro patologie varie, mentre le famiglie coinvolte nel caso dell’infermiera saranno contattate direttamente dagli operatori per eseguire il vaccino mancato.


Come ha rilevato Francesco Benazzi, il direttore generale dell’Asl di Treviso: «A noi interessa la salute dei cittadini e assicurare quei servizi della cui erogazione siamo incaricati. In questo frangente, il sistema ha dimostrato di essere all’altezza. Se un’operatrice, infatti, può essere venuta meno ai suoi compiti, il fatto non è passato inosservato ai colleghi che subito se ne sono accorti e hanno attivato tempestivamente tutti quei percorsi a garanzia dei cittadini e dell’azienda. Ringrazio di cuore loro per la professionalità e la coscienziosità dimostrata così come ringrazio i Carabinieri dei Nas e la Magistratura per la collaborazione fornita. I cittadini potranno completare la vaccinazione in modo corretto».


Sul caso sono intervenuti anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, rimarcando: ”È un fatto talmente increscioso che ha dell'incredibile. Ritengo che sia stato fatto un danno enorme a questi bambini, che adesso dovranno fare i vaccini, e che comunque sono stati sottoposti a rischio” e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha considerato: ”È una vicenda sconcertante che, prima di tutto, impone una serie di valutazioni oggettive. Non si agisce così - continua - rispetto a genitori fiduciosi e a bimbi inconsapevoli, facendo correre gravi rischi ed è per tutti questi motivi che, se alla fine saranno identificate ipotesi di reato e colpe, rispettosi delle indagini interne già avviate dall'Asl e del lavoro in corso da parte degli inquirenti, chiediamo alla magistratura di aiutarci a fare definitiva chiarezza e, se comprovate le responsabilità, alla Asl di applicare il principio della tolleranza zero.”

(foto da catanialivenews.com)

Eleonora Ranelli
 

InfoOggi.it Il diritto di sapere