Ballottaggi, il PD perde Venezia, Nuoro e Matera, ma si conferma primo partito

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VENEZIA, 15 GIUGNO 2015 – Il grande dato dei ballottaggi rimane l'astensionismo, come si...

 VENEZIA, 15 GIUGNO 2015 – Il grande dato dei ballottaggi rimane l'astensionismo, come si era già registrato qualche settimana fa: alle urne si sono presentati meno del 50% degli aventi diritto, e non è una vera e propria novità. E anche il calo del PD, nonostante si confermi prima forza politica nazionale, non sconvolge nessuno: il partito di Renzi perde diverse roccaforti, tra cui Venezia, Arezzo, Matera e Nuoro, con immenso rammarico del premier.

L'astensionismo ai danni del PD

A Venezia vince un po' a sorpresa Luigi Brugnaro, imprenditore sostenuto dal centrodestra, con un sonoro 53,2% sul 46,8% di Casson, il grande sconfitto a cui non sono mai arrivati quei voti del M5S. Il calo del PD sarà stato sospinto dai disastri interni al partito, dalle faide che lo lacerano, o dai poco onorevoli disordini giudiziari con cui convive da un po', che portano i delusi a non andare più a votare, lasciando intendere che l'astensionismo colpisca più il PD che i suoi nemici. Sempre in Veneto, per fare un esempio, nella rossa Marghera, si è registrato il record di astensioni; a Venezia centro, terra di sinistra, ha votato un basso 44%; mentre in terraferma, a Mestre, dove il centrodestra è più forte, ha votato più gente, il 51,7%.

Gli altri risultati

A Rovigo si impone la Lega con Massimo Bergamin, che supera il candidato di centrosinistra Nadia Romeo. Rimane al potere dunque il centrodestra, nonostante il comune sia stato commissariato per più di un anno, e Bergamin è di fatto il primo sindaco leghista del capoluogo.

Rimonta incredibile, di circa il 9%, del candidato Alessandro Ghinelli ad Arezzo, che si accaparra il 50% con la lista civica “OraGhinelli” sostenuta dai partiti di centrodestra. Intenso testa a testa nel finale con l'avversario Matteo Bracciali, del centrosinistra.

Male il PD anche a Nuoro, dove si attende una sonora batosta del sindaco uscente Alessandro Bianchi, esponente del Partito Democratico e sostenuto dal centrosinistra; si impone invece con un pesantissimo 70% il candidato Andrea Soddu, appoggiato da quattro liste civiche più il Partito sardo d'azione e La Base.

Il centrosinistra riesce però a strappare al centrodestra due città importanti come Mantova e Lecco: nella prima, Mattia Palazzi, sostenuto da una coalizione Pd-Sel-liste civiche, si impone con un 62,56%; a Lecco, Virginio Brivio, candidato del centrosinistra, conferma il ballottaggio con il 54,38% dei voti. Con questa vittoria il centrosinistra ora governa in tutti i capoluoghi della Lombardia, escluso Varese.

Foto: ilgazzettino.it

Dino Buonaiuto

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