Banca Etruria, chiuse indagini: 22 persone accusate di bancarotta fraudolenta

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AREZZO, 16 DICEMBRE - La procura di Arezzo ha notificato gli avvisi di chiusura indagini a 22 e...

AREZZO, 16 DICEMBRE - La procura di Arezzo ha notificato gli avvisi di chiusura indagini a 22 ex amministratori di Banca Etruria, tutti accusati di bancarotta fraudolenta. Si tratta del primo filone relativo ai 180 milioni di euro concessi da Banca Etruria e mai rientrati, che vede iscritto nel registro degli indagati anche il padre di Maria Elena Boschi, Pier Luigi, non raggiunto dal provvedimento odierno. 

Le contestazioni sono a carico di alcuni componenti del cda, presieduto da Elio Faralli, e del cda successivo, presieduto da Giuseppe Fornasari. Tra gli indagati figurano: Federico Silvestro Baiocchi, Sergio Bertani, Alberto Bonaiti, Luigi Bonollo, Ugo Borgheresi, Luca Bronchi, Piero Burzi, Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Giuseppe Fornasari, Paolo Luigi Fumi, Giorgio Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Carlo Maggiore, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Alberto Rigotti, Lorenzo Rosi e Rossano Soldini.

In questa fase dell’indagine è stato messo sotto inchiesta chi ha votato a favore dell'erogazione dei crediti contestati, oppure li ha materialmente agevolati. I capitoli della bancarotta riguardano i 60 milioni dati alla Sacci, i 30 milioni alla Privilege Yard, i soldi prestati alla San Carlo Borromeo, alla Isoldi e alla Città Sant'Angelo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, guidati dal procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, alcuni dei finanziamenti venivano utilizzati dagli stessi consiglieri.

 

Giuseppe Sanzi

(fonte immagine )

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