Basket - Coppa Italia, quarti di finale: Avellino, Venezia e Milano già out; Brescia passa il turno

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FIRENZE, 17 FEBBRAIO – Primi colpi di scena al Mandela Forum di Firenze, campo neutro sul qual...

FIRENZE, 17 FEBBRAIO – Primi colpi di scena al Mandela Forum di Firenze, campo neutro sul quale si stanno tenendo le sfide tra le squadre qualificatesi alla final eight della Coppa Italia. La manifestazione è condensata in soli quattro giorni e terminerà domenica con la finale, ma il primo turno è già partito col botto, con le eliminazioni a sorpresa delle tre principali favorite, Avellino, Venezia e Milano, mentre Brescia è riuscita ad accedere alle semifinali.

Nella prima gara è caduta la Sidigas Avellino, testa di serie numero uno del tabellone, eliminata all’overtime dalla Vanoli Cremona (82-89) al termine di un match pazzo, che era stato riacciuffato dagli Irpini nel quarto periodo. Nelle prime battute, la Vanoli ha subìto la grande fisicità di Fesenko (19 pt e 19 rb alla fine per lui, già in doppia doppia al 20’), ma con il passare dei minuti è riuscita a prenderne le misure e limitarne la pericolosità (soprattutto grazie ad una difesa encomiabile di Sims sul lungo ucraino). Dopo un parziale di 2-20 firmato soprattutto D. Diener (19) e Sims (16), in favore dei Biancoblu, che a cavallo tra primo e secondo quarto sembravano aver dato una spallata decisiva agli avversari, la Scandone è rimasta aggrappata al risultato grazie a Rich (30), suo leader indiscusso, che ha acceso la luce a partire dal secondo periodo mostrando il cammino ai suoi, fino ad impattare con la tripla decisiva del pareggio sul 74-74, valsa il supplementare. L’overtime è poi iniziato su ritmi elevatissimi, con pochissimi errori al tiro da entrambe le parti, ma Cremona si è dimostrata più fredda e cinica, in particolar modo dalla lunetta (21/25, ovvero un più che discreto 84%), mettendo in ghiaccio il risultato dopo le prime forzature dei Biancoverdi.

La Vanoli dovrà vedersela, stasera, con la Fiat Torino, altra protagonista a sorpresa dei quarti di finale con la vittoria (60-72) sulla Reyer Venezia (per la quale questa competizione si è confermata vero e proprio tabù, essendo giunta a quota sei eliminazioni ai quarti). La Reyer ha pagato un pessimo avvio, con cui ha lasciato che gli avversari prendessero facilmente il largo (4-21 il primo parziale, frutto di mani gelide al tiro per i Lagunari ed un tragico 1/17 dal campo). Coach De Raffaele ha provato a mischiare le carte dopo il primo mini-riposo, trovando nuova linfa offensiva nelle giocate di Watt (19 pt e 11 rb) e grande intensità difensiva grazie alla scossa del rientro in campo di capitan Ress. I Piemontesi hanno però replicato attaccando con pazienza e lucidità, giocando anche sui nervi degli avversari dopo un fallo tecnico fischiato a De Nicolao. Venezia ha provato un’ultima fiammata in apertura di quarto periodo, trovando in Haynes una vera e propria furia in transizione, con 7 punti di fila che hanno per qualche minuto ridato fiducia ai suoi prima di riprendere a sparare a salve, non solo dalla lunga distanza (addirittura una schiacciata in campo aperto fallita dallo stesso Watt), consentendo così a Garrett (17) e compagni di amministrare il finale con relativa tranquillità.

Dall’altra parte del tabellone, fa ancora più rumore l’eliminazione dell’Olimpia Milano (campione in carica e come sempre principale favorita alla vittoria delle varie competizioni italiane), che ha subito 105 punti dalla RedOctober Cantù, nonostante quest’ultima sia scesa in campo priva di Crosariol e Culpepper, suo principale scorer. L’orrenda performance difensiva del primo tempo, quando l’Olimpia ha concesso ben 57 punti agli avversari, è indubbiamente la causa principale della sconfitta e dell’eliminazione dei Biancorossi, ai quali non sono bastati i 23 punti dell’ex-Lakers Goudelock. Del resto, nonostante i miglioramenti delle ultime partite, Milano ha ancora la peggior difesa del campionato (con una media di 71.3 pt concessi a partita) e si è ritrovata ad affrontare in una gara da dentro o fuori proprio la squadra che vanta il miglior attacco (87 pt di media), ma gli uomini di coach Pianigiani hanno mostrato anche i soliti problemi di tenuta mentale nei big match. Tanti meriti vanno però alla RedOctober, che ha mostrato un gioco ben orchestrato, con un ottimo giro palla e ritmi alti, mandando alla fine 6 giocatori in doppia cifra (Smith, Cournooh, Parrillo, Chappell, Burns e Thomas) per l’87-105 finale. In particolar modo, Smith ha dominato in lungo e in largo in cabina di regia (andando poi a referto con 8 assist e 23 punti, frutto di un 4/4 da 2, 3/4 da 3) ed anche Chappell è stato decisivo, annullando il talento delle stelle milanesi.

L’unica tra le prime quattro del campionato a non subire un upset è stata la Germani Brescia, vittoriosa sulla Virtus Bologna per 97-83. Trascinata da un superlativo L. Vitali (20 punti messi a referto, con 6 assist e 7 rimbalzi), la Germani ha conquistato il successo al termine di una partita condotta dall’inizio alla fine contro una Virtus già priva di Aradori e costretta a sopperire anche ad uno stiramento muscolare ai flessori della coscia destra di A. Gentile (11 punti prima dello stop nel secondo quarto). Dopo i primi cinque illusori punti di Lafayette, la difesa a zona di Brescia ha iniziato a mettere in difficoltà l’attacco virtussino, nonostante i prematuri problemi di falli di Hunt. Ben presto, però, coach Ramagli si è ritrovato a sua volta con gli stessi problemi (2 falli per Baldi Rossi, 3 per lo stesso Lafayette) dopo alcuni fischi molto contestati, ma A. Gentile ha provato a caricarsi la squadra sulle spalle tentando una rimonta praticamente solitaria prima di infortunarsi. Dopo l’intervallo lungo, Brescia è scesa di nuovo in campo in maniera molto aggressiva, commettendo in verità anche qualche fallo di troppo di cui le V Nere non sono riuscite però ad approfittare (con 7 errori ai liberi). Le triple dei fratelli Vitali hanno alla fine dato la spallata decisiva al match, respingendo anche l’ultimo tentativo di rimonta avversaria, targato Lawson (17). La Virtus dovrà ora cercare quantomeno di approfittare della sosta per le nazionali per colmare le lacune e i guai determinati dai vari infortuni, magari con un innesto sul mercato.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: sportface.it

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