Basket - Serie A1, diciottesima giornata: Brescia cade nuovamente, ora 4 squadre in testa

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NAPOLI, 6 FEBBRAIO – Si fa sempre più serrata la bagarre in vetta alla classifica del c...

NAPOLI, 6 FEBBRAIO – Si fa sempre più serrata la bagarre in vetta alla classifica del campionato di Serie A1 di basket, che dopo 18 giornate non ha ancora equilibri ben delineati. La capolista Germani Brescia è infatti caduta ancora, per la quinta volta in stagione, lasciandosi agganciare nuovamente dalle inseguitrici Avellino, Milano e Venezia, dal canto loro vittoriose.

Nell’anticipo di sabato, vittoria senza storia della Virtus Bologna contro il fanalino di coda Pesaro, schiacciato 85-67 al PalaDozza. La Virtus si è confermata squadra senza mezze misure, stavolta in positivo, spazzando via i Marchigiani dopo pochi minuti di gioco ed inanellando così la settima vittoria nelle ultime otto gare stagionali disputate (di contro, la VL è giunta all’ottavo ko nelle ultime nove). Troppo rinunciatario l’atteggiamento con cui i Biancorossi sono scesi in campo, lasciando che gli avversari dilagassero già nella prima frazione, con un avvio di fuoco del tandem Aradori-Umeh (entrambi in doppia cifra già al settimo minuto). Neppure l’attacco pesarese è apparso in serata di grazia, considerando anche che Moore, il principale terminale, ha trovato il primo canestro dopo 15’ abbondanti. Dopo aver messo in cassaforte la vittoria già nei primi due quarti, l’intero secondo tempo è apparso pura accademia per le V Nere.

Nel lunch match, invece, partita molto più equilibrata vinta dai Campioni in carica della Reyer Venezia, che hanno dovuto però soffrire parecchio per avere la meglio sulla coriacea HappyCasa Brindisi (76-71). I Pugliesi, in effetti, si presentavano in Laguna reduci da quattro vittorie nelle ultime cinque e vogliosi di non sfigurare, ma sono poi stati alla fine traditi da un tremendo 20% da 3 e dalle 13 palle perse in attacco. A tenere aggrappata la HappyCasa al risultato praticamente fino alla fine sono stati il solito Lalanne (15 punti, 14 rimbalzi e 6 falli subiti) ed il promettentissimo Mesicek (16 punti con 6/9 dal campo), top scorer del match e secondo molti addetti ai lavori già sotto la lente d’ingrandimento di alcuni scout NBA. Per agganciare Brescia in vetta, invece, a coach De Raffaele sono bastati i 21 pt di un super-Peric ed i 15 di Bramos (nonostante un rivedibile 3/10 dalla lunga distanza).

A compiere il colpaccio di giornata è l’Aquila Trento, che ha espugnato il PalaGeorge di Brescia (70-78) mietendo un’altra vittima eccellente in trasferta e ponendo peraltro fine al proprio digiuno di punti che durava da quattro partite. Decisivo per le sorti negative dei Lombardi un terzo quarto davvero disastroso, con parziale di 9-20, sicuramente propiziato delle prestazioni di Sutton e Flaccadori (quest’ultimo, in particolare, ha segnato 10 dei suoi 14 punti proprio nella terza frazione di gioco). Non è bastata poi la successiva reazione, veemente ma tardiva, di Hunt (22 pt e 12 rb) e compagni, che non hanno trovato energie sufficienti per ricucire lo strappo nel finale.

Altra squadra che ha approfittato della sconfitta di Brescia è l’Olimpia Milano, che ha letteralmente passeggiato sulla malcapitata Orlandina, sconfitta 91-54 al Forum. Tranquilla ripresa casalinga per gli uomini di Pianigiani, dunque, al rientro dalle fatiche europee, ma probabilmente quello contro i Paladini non è stato un test altamente probante, chiuso peraltro già al termine del primo quarto (22-8). Oltre ai due punti, che hanno consentito all’Olimpia di agganciare la vetta della classifica, note positive della giornata sono anche i 6 giocatori diversi in doppia cifra sul tabellino (Tarczewski, Kuzminskas, Cinciarini, M’Baye e Bertans), nonostante le assenze di Theodore e Micov ed un inusuale 0/7 complessivo dall’arco per la coppia Jerrells-Goudelock.

La gara più equilibrata della diciottesima giornata è stata probabilmente quella di Reggio Emilia, dove la Dinamo Sassari è stata messa al tappeto solo sulla sirena finale (65-63) in virtù del canestro decisivo di Della Valle. Un finale molto simile a quello del trionfo di Sassari in gara 7 delle finali-scudetto del 2015, al termine di una partita molto tirata, tra due squadre contratte e nervose che si sono rincorse punto a punto tra ritmi bassi e con non pochi errori al tiro in un clima da playoff. La GrissinBon è riuscita in effetti a rimanere in partita anche nel momento dell’unico strappo tentato dagli avversari, che avevano cercato di prendere il largo portandosi anche sul +10 a fine terzo quarto. Il match si è dunque deciso soltanto negli ultimi 20”, dato che le squadre erano arrivate al 39’ in perfetta parità, spezzata appunto da Della Valle in transizione dopo un sagace recupero difensivo di White.

Difesa e transizione fondamentali anche per la TheFlexx Pistoia, che ha ottenuto due punti importantissimi in chiave-salvezza contro la Vanoli Cremona (76-65), giocando anche una partita tutto sommato rassicurante per il cammino futuro del roster toscano. Ottimo l’inizio del match per gli uomini di coach Esposito, che hanno fatto la voce grossa con un secco parziale di 15-0 dopo soli 4’. Cremona, però, ha progressivamente reagito al colpo, chiudendo con un solo punto di svantaggio all’intervallo lungo dopo aver alzato l’intensità di gioco con la sua fisicità ed intelligenza tattica. Nel secondo tempo, poi, è stata la voglia dei Toscani a fare la differenza, giocando di squadra in attacco (mandando 4 uomini in doppia cifra) e chiudendo, dietro, tutti gli spazi possibili agli avversari, produttivi nel finale praticamente soltanto con Martin (17) e Fontecchio (22).

La Scandone Avellino non ha invece dovuto penare eccessivamente per superare in trasferta l’Auxilium Torino (59-77 il risultato), apparsa scarica e senza idee e giunta ormai alla quinta sconfitta di fila. Prosegue dunque il brutto momento del team gialloblu, deludente sia a livello di risultati sia di prestazioni e lontanissimo parente della squadra pimpante ammirata nelle prime giornate di questa stagione. Come se non bastasse, al termine della partita anche coach Recalcati ha rassegnato le sue dimissioni, neanche un mese dopo la bufera che aveva portato alla separazione con Banchi. Evidente nelle ultime partite, in particolare contro Avellino, l’involuzione nella circolazione di palla e l’imprecisione nel concludere le azioni, alle quali neppure il veterano degli allenatori del nostro campionato è riuscito a porre rimedio. La sconfitta di questa giornata è stata però ovviamente frutto anche dei meriti della compagine irpina, abile a far valere la gran fisicità dei propri lunghi (Fesenko su tutti) e la loro capacità di chiudere l’area attirando la difesa per lasciare spazio ai tiratori sul perimetro (in particolare, 15 pt per Filloy con 5/8 da 3, ma in generale impietoso il conteggio dei canestri dall’arco, 13 a 3 per gli ospiti, tra l’altro con un orrendo 14% per la Fiat).

Nell’ultimo posticipo, Varese ha fatto suo il sentitissimo derby lombardo contro Cantù, andando a vincere al PalaDesio per 85-89 dopo il successo della scorsa settimana contro gli altri avversari storici dell’Olimpia Milano, confermandosi così in un ottimo momento di forma (3 W consecutive). La Openjobmetis ha dominato fin dalle prime battute, tentando anche più volte la fuga già nel corso del primo tempo, segnando 56 punti che confermano i motivi per cui Cantù si ritrova ad avere la difesa più perforata del campionato. Raggiunti nell’ultimo quarto, però, gli ospiti si sono dovuti aggrappare ai due leader, Cain (13 pt e 18 rb, di cui 9 offensivi) e Wells (19 punti con il 50% dal campo), per portare a casa il risultato. Non sono bastati, invece, a Cantù i 18 punti di Smith ed i 14 di un Culpepper vittima di due piccoli ma fastidiosi infortuni nel giro di pochissimi minuti, prima ad una caviglia e poi ad una mano.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: elivebrescia.tv

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