Cagliari, 'L'Elisir d'amore' conquista il pubblico del Lirico

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CAGLIARI, 11 LUGLIO 2015 – Ha riscosso notevoli consensi ‘L’Elisir d’amore’, la seconda opera in programma nel calendario della stagione lirica e di balletto del Teatro Lirico di Cagliari che sarà in scena anche questa sera e domenica 12 luglio. Del resto, la divertente e attualissima opera di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti ambientato in un villaggio dei Paesi Baschi, è considerato uno dei capolavori del celebre compositore bergamasco.

L’opera, il cui libretto fu scritto in italiano da Felice Romani (benché sia tratto da Le Philtre di Eugène Scribe), debuttò con successo al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio del 1832, registrando l’apprezzamento di pubblico e critica non solo alla prima ma anche nelle trentadue repliche consecutive.

Possiamo dire che, a poco meno di duecento anni di distanza, il risultato positivo è rimasto invariato. Anche al Lirico di Cagliari, infatti, gli spettatori in sala hanno seguito con grande interesse e con sguardo divertito le vicende dei protagonisti che calcavano la scena. E, in questo caso, è giusto che i meriti del trionfo vengano equamente ripartiti tra tutti i professionisti impegnati nella realizzazione dell’opera. Ma il primo plauso va alla Fondazione del Lirico, che ha scelto di riproporre nella calda estate 2015 un’opera frizzante e leggera che venne prodotta dal teatro medesimo nell’ottobre 2009. Una nota di merito spetta di diritto a Giovanni Licheri e Alida Cappellini, che hanno curato scene e costumi. Impossibile non notare i colori, la linea e la preziosità delle vesti, particolarmente curate in ogni dettaglio, senza trascurare alcun personaggio: dalle divise dei militari agli abiti della giovane affittuaria, dallo stravagante completo del medico all’abbigliamento degli abitanti del villaggio, i costumi sono stati uno dei fiori all’occhiello della rappresentazione. Giudizio estremamente positivo anche per le scene. Anche qui l’attenzione per ogni piccolo particolare ha saputo fare la differenza. Lo spettatore viene trasportato prima in un ambiente georgico e sognante, in cui i vialetti ornati di spighe dorate vengono percorsi dai contadini, intenti a lavorare mentre la bella Adina legge divertita le vicende di Tristano e Isotta. Poi si passa all’incantevole villaggio, in cui una serie di meravigliose casette dai toni pastello perfettamente arredate fanno da sfondo alla piazza del paese, il fulcro dell’azione.

Eccellenti le prove dell’orchestra e il coro del Lirico di Cagliari, diretti dal maestro Fabrizio Maria Carminati. Invariata è rimasta la regia, affidata all’abile e sapiente Michele Mirabella, che in carriera ha portato in scena oltre venticinque differenti capolavori della lirica. Il noto regista ha saputo trovare i giusti equilibri e mettere in risalto i personaggi principali, ciascuno dotato della sue curiose peculiarità, senza trascurare l’importanza del coro, composto da villani, contadinelle e soldati presenti nel paesino in cui si svolge la scena: si tratta di individui che, spesso e volentieri, esprimono la propria opinione e partecipano alla vicenda principale dell’intreccio senza mostrare alcuna timidezza nei confronti della ricca fittaiuola, del bel sergente o dello scaltro medico ambulante.

Tra il popolo, però, una giovane villanella, di nome Giannetta (Vittoria Lai), riesce col suo brio a distinguersi dalla massa e a ritagliarsi il ruolo di prima tra pari osservando da vicino i personaggi principali.

La protagonista femminile, la bella e dispettosa Adina, impersonata dal bravissimo soprano cagliaritano Daniela Bruera (sostituita in alcune repliche da Rosanna Savoia), ha strappato applausi a scena aperta. La giovane, dopo aver rifiutato il suo spasimante Nemorino (Alessandro Liberatore/Alessandro Scotto di Luzio), semplice coltivatore del villaggio, cede alle lusinghe dell’affascinante sergente Belcore (Mattia Olivieri/ Davide Fersini), che le chiede la mano. Intanto, il povero Nemorino, sconvolto dalla notizie delle ormai prossime nozze tra Adina e il militare, è disposto a tutto pur di conquistare la sua amata. E il caso vuole che arrivi in paese un medico, il dottor Dulcamara (Bruno De Simone/Paolo Pecchioli), esperto venditore di rimedi per ogni male. Il sedicente esperto, abile truffatore di professione, si dichiara pronto a vendere pozioni in grado di curare ogni pena e, quando Nemorino gli chiede l’elisir d’amore descritto nel libro di Tristano e Isotta, quello che la bella Adina leggeva divertita poco tempo prima, il medico, ovviamente, non dice di no. Disposto a spendere tutti i suoi averi, nonché ad arruolarsi e a rischiare la vita pur di averne ancora, il povero credulone viene imbrogliato dal furbo Dulcamara, che approfitta del suo amore non corrisposto per guadagnare ancor di più. Vicenda attualissima, per questo apprezzata dal pubblico: da un lato un personaggio attento e macchinatore, un uomo senza scrupoli pronto a trarre beneficio dalle disgrazie altrui. Dall’altra un giovane, semplice e senza speranza, disposto a ipotecare il proprio futuro in cambio dell’amore di una donna apparentemente irraggiungibile. Ma tutto è bene quel che finisce bene: il melodramma giocoso regala un lieto fine e molti sorrisi al pubblico cagliaritano, che ricambia con lunghi applausi.

(Foto di Priamo Tolu - Teatro Lirico di Cagliar)

Vanna Chessa

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