Calcio Sicilia: il punto sulla giornata

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PALERMO, 9 SETTEMBRE 2013 - È stata una domenica particolare per il calcio siciliano, co...

PALERMO, 9 SETTEMBRE 2013 - È stata una domenica particolare per il calcio siciliano, con le sole Palermo e Trapani a scendere in campo per la terza giornata di campionato. Il Catania, infatti, è rimasto fermo ai box per via degli impegni delle varie nazionali nei turni di qualificazione per il prossimo mondiale brasiliano. Con la serie A, dunque, a riposo, riflettori esclusivamente puntati sulla serie cadetta.

Un turno che alla vigilia si presentava come una sorta di ultima chiamata per le sorti di Rino Gattuso sulla panchina del Palermo. Troppo poco un solo punto in due giornate per non mettere in allarme il presidente Zamparini che, secondo i rumors del prepartita, meditava già l’avvicendamento in panchina tra Ringhio e il sempre stimato mister Iachini. Ma si sa i pettegolezzi nel calcio contano ben poco e così, a sgombrare ogni fugace dubbio, ci ha pensato il risultato ottenuto dai rosanero in quel di Padova.

Allo stadio “Euganeo” il Palermo si schiera con il 4-3-1-2. Gattuso ritrova finalmente in difesa l’argentino Munoz e consegna al duo Hernandez-Dybala, supportati dall’ottimo Di Gennaro, la licenza del gol. A centrocampo, invece, in attesa del miglior Barreto, Ringhio affida le chiavi del gioco a Bolzoni. Ma al diligente mediano ex Siena non gli si può di certo chiedere di essere il Pirlo della situazione specie se attorno a lui il movimento dei compagni latita e dinanzi vi è un Padova attendista e chiuso in difesa.

Così buona parte del primo tempo è di una noia mortale con le due squadre incapaci di affacciarsi nei paraggi delle rispettive aree avversarie. Devono passare 27 minuti per vedere la prima conclusione: Pasquato ci prova da lontano ma la palla esce di un soffio con Sorrentino che controlla comunque la traiettoria. Ma al 28’ la prima svolta della partita con il Palermo che passa in vantaggio. Disimpegno errato della difesa biancoscudata, Hernandez riceve palla sulla trequarti di campo e sulla corsa serve un pallone coi fiocchi per l’accorrente Di Gennaro che solo davanti al portiere lo infila con un preciso rasoterra: 1 a 0. Il vantaggio rosanero mette in crisi l’undici di Marcolin che dopo pochi minuti rischia di capitolare. È il 34’ quando uno splendido Hernandez (per l’uruguaiano prestazione di ben altra categoria) mette scompiglio nell’area padovana, appoggia per Sanseverino che pur girandosi bene tira centralmente sul portiere Colombi. Al 42’ arriva il raddoppio: Di Gennaro cade in area dopo un normale contrasto di gioco con Ampuero e l’arbitro Mariani decreta un più che generoso rigore che la “Joya” Hernandez trasforma magistralmente.

Nel secondo tempo il Palermo cerca di controllare un Padova poco insidioso ma che comunque costringe i rosanero a restare nella propria metà campo. Gattuso vuole forze fresche e inserisce Troianiello e Lores al posto di Di Gennaro e Dybala. Peccato che la partita del centrocampista ex Sassuolo dura appena 10 minuti, dato che rimedia un cartellino rosso per un’entrata non troppo violenta ma a gamba alta su un avversario. In superiorità numerica il Padova prende coraggio e al 79’ sfiora il gol con una pericolosa punizione dal limite d’area di Pasquato il cui tiro fa la barba al palo. I minuti scorrono e la troppa generosità conduce il Padova a lanciarsi in avanti esponendosi ai facili contropiedi rosanero. In pieno recupero Morganella riparte di gran carriera sulla fascia destra serve in profondità Lores che in piena area di rigore trova pronto Hernandez per il definitivo 3 a 0. Il Palermo conquista la sua prima vittoria ma senza tuttavia convincere troppo. Di positivo vi è un successo che dà respiro a Gattuso che questa settimana potrà finalmente lavorare con la necessaria serenità.

Ben altro discorso invece in casa Trapani. La squadra di Boscaglia, al momento, avanza a fari spenti ma è fuor di dubbio che i granata sono una vera e propria macchina da guerra. Una squadra arcigna, difficile da affrontare poiché sempre ordinata in difesa e capace di ripartenze veloci quanto pericolose. E chi lo sa se dopo aver vinto a Padova, pareggiato dentro casa contro il forte Pescara, e superato egregiamente anche l’esame Empoli, altra favorita per la vittoria finale, il Trapani potrà finalmente ricevere le attenzioni che merita. D’altronde la squadra plasmata da mister Boscaglia (allenatore che se continua così si candida nella prossima stagione per panchine davvero importanti) è da sempre concepita per imporre il proprio gioco ovunque e contro chiunque, non a caso con il pareggio di ieri si ritrova alla 16° trasferta consecutiva senza subire sconfitte e andando sempre in rete.

Un risultato quello maturato al Carlo Castellani di Empoli al termine di una partita che ha visto i granata andare in svantaggio già al 16’del primo tempo, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Tavano raccoglie la palla e appoggia per Moro che dal limite d’area spedisce la palla all’incrocio dei pali battendo Nordi. E dire che un minuto prima era stato il Trapani a sfiorare il vantaggio con l’attaccante Abate che di testa aveva colpito il palo. Il Trapani comunque non si disunisce e continua a macinare gioco per tutto il resto del primo tempo contro un Empoli che, senza far male, attacca col suo tandem offensivo Maccarone-Tavano. Nel secondo tempo la musica non cambia con il Trapani che attacca a testa bassa e che dopo vari tentativi falliti da Mancosu riesce finalmente a trovare il meritato pareggio: è il 73’ quando dall’ennesimo cross proveniente dalla fascia destra Caccetta di testa serve un assist perfetto per Iunco che con una bellissima girata trafigge il portiere Bassi. Sull’1 a 1 è l’Empoli ad accusare il colpo ed il Trapani a spingere per far sua l’intera posta in palio ma senza fortuna.

(Immagine da gazzetta.it)

Giovanni Maria Elia

 

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