Catanzaro cambia volto alla depurazione, progetto da 148 milioni tra Germaneto e Castace
Il nuovo piano punta a superare definitivamente le criticità accumulate negli anni, dismettere l’impianto di Verghello e rafforzare la tutela ambientale del litorale di Catanzaro Lido
Una trasformazione profonda del sistema depurativo di Catanzaro prende forma dopo anni di attese e confronti istituzionali. Il nuovo progetto prevede un investimento complessivo stimato in 148,4 milioni di euro e una capacità dimensionata per circa 135mila abitanti equivalenti, con l’obiettivo di riorganizzare il trattamento delle acque reflue del capoluogo calabrese.
Il modello individuato abbandona l’ipotesi di concentrare l’intero sistema in un unico grande depuratore e punta invece su due poli depurativi, destinati a servire in maniera più razionale le diverse aree della città.
Il Documento di indirizzo alla Progettazione è stato approvato dal subcommissario Antonino Daffinà, nell'ambito dell'attività condotta insieme alla struttura del commissario nazionale Fabio Fatuzzo e in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Catanzaro, guidata dal sindaco Nicola Fiorita. Nel percorso viene evidenziato anche il contributo dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro.
Un investimento da 148,4 milioni per la depurazione di Catanzaro
La portata economica dell'intervento permette di comprendere le dimensioni del progetto. Il quadro complessivo arriva a 148,4 milioni di euro, anche se la realizzazione procederà attraverso diverse fasi e lotti funzionali.
Un primo finanziamento da 14,5 milioni di euro risulta già disponibile e dovrebbe consentire di avviare concretamente gli interventi partendo dal polo di Germaneto.
Questa prima parte dell'opera sarà articolata in cinque macro-fasi operative, mentre il completamento dell'intero sistema potrà avvenire progressivamente attraverso ulteriori finanziamenti.
L'approvazione del Documento di indirizzo alla Progettazione rappresenta quindi un passaggio fondamentale anche perché costituisce la base necessaria per avanzare le successive richieste di risorse.
Due poli depurativi per una città complessa e policentrica
Uno degli elementi più significativi riguarda la nuova organizzazione territoriale della depurazione.
Il progetto prevede un primo polo destinato alla zona est di Catanzaro e un secondo impianto pensato per servire la parte centrale e occidentale del territorio comunale.
I punti di riferimento individuati sono le aree di Germaneto Corace e Castace.
La scelta risponde alle caratteristiche urbanistiche di Catanzaro, una città caratterizzata da quartieri molto distanti tra loro e da una conformazione territoriale particolarmente estesa.
Secondo l'impostazione sostenuta dall'Amministrazione comunale, un solo grande impianto decentrato avrebbe richiesto la costruzione di lunghe e costose condotte per convogliare i reflui. La soluzione basata su due poli dovrebbe invece consentire una razionalizzazione della rete fognaria, riducendo la necessità di grandi opere di collettamento verso la costa.
Verso la dismissione del depuratore di Verghello
Il nuovo assetto avrà conseguenze importanti anche per lo storico depuratore di Verghello, una delle questioni ambientali più delicate per il quartiere marinaro.
Il programma prevede infatti la disattivazione delle linee di trattamento dell'impianto di Verghello e la successiva bonifica integrale dell'area.
Non si tratta quindi esclusivamente di realizzare nuove infrastrutture. Il progetto punta anche alla riqualificazione di una zona che per molti anni ha dovuto convivere con le criticità legate alla presenza dell'impianto.
La bonifica potrebbe restituire l'area a nuove prospettive urbanistiche e contribuire a migliorare la qualità della vita nella zona sud della città.
Benefici attesi per Catanzaro Lido e il Golfo di Squillace
Un sistema di depurazione più efficiente può avere effetti diretti anche sulla qualità ambientale della costa.
La riduzione del carico organico, dei nutrienti e dei solidi sospesi dovrebbe infatti diminuire la pressione esercitata dagli scarichi sull'ambiente marino e offrire una maggiore tutela al litorale del Golfo di Squillace, con particolare riferimento a Catanzaro Lido.
L'obiettivo dichiarato è consolidare nel tempo la qualità delle acque di balneazione, con ricadute che non riguardano soltanto l'ambiente.
Un mare più tutelato e un sistema depurativo moderno possono infatti incidere positivamente sulla salute pubblica, sulla vivibilità dei quartieri costieri e sulla capacità di Catanzaro di valorizzare il proprio potenziale turistico.
Il progetto punta anche al superamento dell'infrazione europea
La questione assume inoltre una rilevanza che supera i confini cittadini.
Il completamento e l'adeguamento del sistema fognario e depurativo di Catanzaro sono considerati passaggi decisivi per affrontare le problematiche che hanno portato alla relativa procedura di infrazione comunitaria.
Il nuovo piano nasce quindi con l'obiettivo di adeguare le infrastrutture agli standard normativi e ambientali richiesti, superando una situazione che si trascina da molti anni.
Fiorita: superato il vecchio progetto del depuratore unico
Il sindaco Nicola Fiorita ha evidenziato soprattutto il cambio di impostazione rispetto alle precedenti ipotesi progettuali.
L'Amministrazione comunale ha sostenuto l'abbandono del modello basato su un unico grande depuratore decentrato, ritenuto poco adatto alla particolare struttura urbana di Catanzaro.
Le distanze tra i quartieri avrebbero infatti comportato la necessità di realizzare importanti infrastrutture di collegamento, con conseguenti costi e complessità operative.
La soluzione dei due poli di Corace e Castace, collocati lontano dai principali centri abitati e dagli uffici, viene invece considerata dal Comune maggiormente compatibile con le esigenze della città.
Nel percorso hanno avuto un ruolo le interlocuzioni avvenute a Roma tra l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Pasquale Squillace, il coordinatore dell'area tecnica Giovanni Laganà e la Struttura Commissariale, con il supporto dell'assessore regionale Antonio Montuoro.
Una collaborazione tra Comune Regione e Struttura Commissariale
Il nuovo piano è il risultato di un lavoro che ha coinvolto diversi livelli istituzionali e tecnici.
Daffinà ha sottolineato il contributo degli uffici del Comune di Catanzaro, ricordando anche l'attività svolta dall'ex RUP Giovanni Laganà, oltre alla collaborazione con Sogesid e con l'attuale responsabile unico del procedimento.
L'intesa tra Comune, Regione Calabria e Struttura Commissariale consente ora di disporre di un quadro progettuale sul quale costruire le successive fasi.
La disponibilità iniziale di 14,5 milioni rappresenta il primo tassello finanziario di un programma decisamente più ampio.
Depurazione e riqualificazione una sfida strategica per Catanzaro
Il valore del progetto non può essere misurato esclusivamente attraverso la costruzione dei nuovi impianti.
La partita riguarda contemporaneamente depurazione, ambiente, qualità delle acque, riqualificazione urbana e sviluppo turistico.
Per Catanzaro significa provare a chiudere una problematica infrastrutturale rimasta aperta per decenni e creare un sistema maggiormente adeguato alla struttura territoriale del capoluogo.
La sfida più importante sarà adesso trasformare la pianificazione in cantieri e opere effettivamente operative, reperendo progressivamente le risorse necessarie per completare un investimento complessivo da oltre 148 milioni di euro.
Se il cronoprogramma verrà rispettato, il nuovo sistema depurativo di Catanzaro potrà rappresentare uno degli interventi infrastrutturali e ambientali più rilevanti degli ultimi anni per la città, con effetti destinati a interessare non soltanto Germaneto e Castace, ma anche Catanzaro Lido e l'intero territorio comunale.
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